Bedero Valcuvia | 17 Aprile 2019

Bedero Valcuvia e Masciago Primo, “Il cammino della catechesi quaresimale”

Alcune importanti riflessioni sulle donne della Bibbia: nonostante fossero poco partecipi alla vita pubblica, è grande il loro valore morale anche per i nostri tempi

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(articolo di Cesi Colli) Tutti i venerdì di Quaresima, presso il salone dell’oratorio di Bedero Valcuvia, la nostra comunità pastorale si è riunita per la “Catechesi quaresimale” per gli adulti. È ancora vivo tra noi, anche se magari sopito e perciò da risvegliare, un desiderio di Vangelo, di una catechesi evangelizzante, che per certuni è consolidamento di una fede cristiana apertamente professata; per altri, che si sentono carichi di dubbi e forse “lontani”, è indicazione di un cammino di chiarificazione e di consolazione; per tutti, però, ha valore di annuncio di salvezza e di grazia per interpretare e vivere autenticamente gli avvenimenti gioiosi e dolorosi della vita e darne testimonianza.

L’argomento della “Catechesi Quaresimale” della nostra comunità di Bedero-Masciago, quest’anno è trasversale rispetto ad altri anni: non si è affrontata la lettura di un libro della Bibbia, ma si è fatta una carrellata lungo tutta la scrittura, seguendo la tematica femminile. E’ un’occasione per riscoprire quante pagine hanno come protagoniste le donne e come la Rivelazione abbia in molti passi una connotazione femminile.

Le donne della Bibbia sono tantissime e in genere fanno anche una bella figura rispetto agli uomini. La speranza è di riuscire, forse, a superare il luogo comune circa il disprezzo della donna o la poca valorizzazione della figura femminile nella cultura biblica. Certo nel mondo antico la donna non aveva il ruolo, la libertà e la possibilità di esprimersi che ha oggi, ma in queste catechesi ci si è accorti di ciò che continua a succedere ed è sempre successo: pur da dietro le quinte e senza ruoli di potere diretto, la storia è stata guidata dalle donne.

La prima figura femminile presentata è stata Eva, primizia di tutte le donne, detta “madre di tutti i viventi” perchè il suo nome ha a che fare con la vita. La maternità nella Bibbia appare sempre come un dono, è pura grazia. Le matriarche sono tutte sterili, non sono “proprietarie” della vita. È infatti l’intervento premuroso di Dio che conferisce loro la fecondità. Sara, Rebecca, Rachele e Lea sono le quattro Matriarche, protagoniste dell’elevazione del popolo ebraico: la bellezza leggendaria di Sara, la sua sterilità giovanile e l’improvvisa fecondità in vecchiaia, l’audacia di Rachele, futura madre degli ebrei in esilio contrapposta alla riservatezza di Lea, madre degli ebrei in Terra Santa, Rebecca protagonista del primo matrimonio ebraico: tutte insieme compongono il volto femminile che traccia l’idea di donna, di madre e di coppia.

La storia di Noemi e di Rut, al cui inizio c’è un fondale fosco, fatto di emigrazione, malattie, fame e morte. Il racconto, poi, fluisce in un’atmosfera in cui si respira un’aria campestre: tutta la storia sprizza pace, fiducia, coraggio e speranza. È la celebrazione della semplicità dei sentimenti e della fede nella provvidenza divina ed è anche l’esaltazione di una donna straniera, un’emigrante, accolta nella comunità ebraica a pieno titolo, fino a essere l’antenata del grande re Davide.

Delle meravigliose storie ed avventure bibliche, quella di Giuditta e Oloferne occupa un posto di primissimo piano. È una storia singolare che vede figura di spicco Giuditta, donna bella, ricca e libera, in grado di difendere città e fede dall’invasore politico e religioso, ma pur sempre donna in una società fortemente maschilista e patriarcale come quella giudea.

Importanti sono per la nostra comunità queste catechesi, in quanto ben sappiamo che la fede nasce da relazioni, da esperienze di comunicazione, da parole profonde che un gruppo di uomini e donne si possono scambiare, parole rese possibili dalla Parola, dall’esperienza comune nel Signore Risorto.

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