Ieri sera, presso il parco pubblico di Brenta, si è svolta una festa a sorpresa per esprimere all’atleta, Michele Cappiello, i ringraziamenti della cittadinanza per la sua partecipazione ai campionato mondiali per disabili di Abu Dhabi dove con la nazionale di pallacanestro è arrivata seconda.
La serata è stata molto sentita e partecipata, con la consegna a Michele di due riconoscimenti, una medaglia a cura della Pro Loco e una targa di riconoscimento dall’amministrazione comunale. Michele è stato festeggiato anche proiettando gli eventi importanti della manifestazione che lo riguardavano e alla fine, l’evento si è chiuso con rosticini, torta spumante e pasticcini.
Grande curiosità da parte di tutta la piccola comunità, nel vedere all’inizio del paese uno striscione esposto per celebrare il risultato del giovane di Brenta. “Abbiamo reso onore al merito di un ragazzo che è saputo crescere, che non si è mai arreso, che ha imparato a combattere contro il qualunquismo l’individualismo e le prepotenze – ha affermato il sindaco Gianpietro Ballardin -. Per tutto questo ci vuole l’impegno della ragione, la fatica della ricerca e della costruzione, lo sforzo dello studio, la capacità di un impegno, la consapevolezza della propria responsabilità ed una grande passione nella capacità di educarsi. Il mondo che ci circonda può indurci a pensare che il valore dello sport si misuri nel prevalere nei confronti degli altri”.
“Di fronte a Michele e agli atleti che assieme a lui hanno partecipato ai mondiali di Abu Dhabi c’è da togliersi il cappello non solo per l’esempio che ci hanno dato, ma perché dal loro punto di partenza hanno percorso una distanza immensa ottenendo risultati di altissimo livello – commenta il primo cittadino -. In questo percorso di crescita sono stati accompagnati da un Italia, che ha fatto della grande bellezza nella solidarietà e nell’esempio coraggioso delle persone che hanno fatto crescere questi ragazzi, un dovere morale accompagnando i piccoli gesti quotidiani da grandi valori di solidarietà”.
“Questi esempi e questi valori sono un’iniezione di fiducia e di speranza: dicono che ce la possiamo fare. La vita si impara seguendo chi la vive nella condizione di difficoltà quotidiana e della costruzione difficile di un futuro che quasi mai ti è regalato – ha ricordato il sindaco -. I veri valori sono quelli che conducono al conseguimento dell’obiettivo e non necessariamente alla vittoria, ossia la determinazione, la passione, il rispetto per la propria vita e per quella degli altri, il senso d’integrazione e di solidarietà”.
“Attraverso lo sport avviene il confronto con l’altro. È nello sport che l’io e il tu si fondono, accomunati dallo stesso obiettivo – ha dichiarato Ballardin -. Riflettere sulla nostra condizione ci porta a scoprire quel vasto mondo delle relazioni interpersonali, ci aiuta ad accettare e ad essere accettati, ad abolire la disuguaglianza, che è un giudizio di valore e ad affermare la diversità, che è un dato di fatto, come una condizione di ricchezza della nostra vita”.
“Senza tale conoscenza l’avversario in una competizione sportiva sarà solo il nostro nemico – ha affermato il sindaco -, e l’altro sarà semplicemente uno da abbattere e nella diversità una persona da emarginare. In particolare i giovani, ma non solo loro, devono sentire forte l’esigenza di riappropriarsi di questo strumento, di usarlo come mezzo di trasporto di ogni buona intenzione, della creatività, del senso civico, di tolleranza nei confronti dell’altro e di rispetto e considerazione per chi ci sta vicino”.
“Dobbiamo permeare nella convinzione che il riscatto della nostra terra e della nostra condizione umana in generale provenga dal basso, dalla quotidianità delle nostre azioni, perché noi siamo quel che facciamo per gli altri. In questo percorso dobbiamo imparare ad unire e non a dividere utilizzando soprattutto la condizione dei valori e degli ideali in cui si crede”, ha detto ancora Ballardin.
“Dobbiamo prendere esempio da questi percorsi di crescita sportiva in cui gli elementi importanti – ha spiegato ulteriormente Ballardin -, che ci vengono insegnati attraverso Michele, sono: l’amicizia, la lealtà, la solidarietà, l’impegno, il coraggio, il miglioramento di sé e non ultimo la forza del coraggio. Si tratta di ideali universali, validi per tutti e in ogni condizione del nostro tempo. In questo contesto occorre investire sulla qualità e sulla quantità dell’educazione da offrire ai giovani nella scuola e nelle società sportive, nell’offerta sportiva e nel valore aggregativo dello sport a partire dalla scuola primaria, dove questo aspetto è ancora purtroppo sottovaluta o poco stimolato”.
“Un plauso speciale va però rivolto anche ai genitori di Michele che lo hanno incoraggiato a seguire i suoi sogni, che lo hanno supportato attraverso continue iniezioni di fiducia, che hanno saputo svolgere con grande capacità e merito il difficile ruolo di genitori”, commenta ancora il sindaco.
“Soprattutto nei difficili momenti della loro vita quanto il futuro sembrava incerto, quando temevano per una differenza che invece grazie ai loro sforzi e, forse anche a quelli di una buona parte della nostra comunità, si sono dimostrati una ricchezza producendo un positivo esempio per tutta la collettività di Brenta, un importante valore che vogliamo pubblicamente riconoscere loro. Grazie Michele – conclude Ballardin – per aver reso il paese di Brenta più bello e più ricco nei suoi importanti valori che attraverso le sue azioni possiamo imparare, per ricavarne la necessaria forza a continuare nel nostro impegno quotidiano”.
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