Varese | 23 Marzo 2019

ATS Insubria, al via progetto per il contrasto al Gioco d’Azzardo Patologico

Regione Lombardia ha emanato il “Piano di Attività Regionale Lombardo per il Contrasto al Gioco d’Azzardo”. Ecco di cosa si tratta nel dettaglio

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Regione Lombardia ha preso atto della complessità del fenomeno del Gioco d’Azzardo e dell’aumento della persone che ne subiscono le conseguenze, fino ad avere una patologia conclamata, e ha attivato interventi di prevenzione orientati all’appropriatezza, integrazione e intersettorialità delle azioni.

Tutti gli attori del sistema sanitario, gli Enti locali, i soggetti del terzo settore e le Associazioni nonché la Scuola e le imprese sono stati coinvolti in sinergia per contrastare la diffusione del Gioco D’Azzardo Patologico (GAP).

Regione Lombardia ha emanato così il “Piano di Attività Regionale Lombardo per il Contrasto al Gioco d’Azzardo”, individuando nella messa in rete di tutti i soggetti coinvolti, lo strumento per lo svolgimento di azioni integrate per raggiungere obiettivi di salute pubblica attraverso le ATS che sono state incaricate della gestione territoriale degli interventi a partire dalla predisposizione di Piani Locali di contrasto al GAP.

“Nella mission dell’Agenzia di Tutela della Salute c’è certamente l’impegno a fare ogni sforzo possibile per migliorare e tutelare la salute dei cittadini. Oggi il gioco d’azzardo patologico rappresenta sicuramente una piaga emergente anche per il nostro territorio ed è quindi necessario un intervento significativo in collaborazione con enti, amministrazioni e professionisti per concentrare attenzioni e sforzi con l’obiettivo di sviluppare azioni e attività utili per affrontare patologie che richiedono interventi mirati per il mantenimento della salute di cittadini”, sottolinea il dott. Edoardo Majno, Direttore Sanitario di ATS Insubria.

ATS Insubria ha predisposto il proprio “Piano Locale per il contrasto al gioco d’azzardo patologico” per mettere in atto azioni integrate e intersettoriali fondate su criteri di appropriatezza e sostenibilità per potenziare l’azione preventiva attraverso “Buona Pratiche” con tre obiettivi specifici: promuovere l’aumento di conoscenze e competenze della popolazione sulla tematica; potenziare l’attività di prevenzione e contrasto al GAP nei setting scuola, luoghi di lavoro che promuovono salute e comunità; potenziare le opportunità di diagnosi precoce, cura e riabilitazione del disturbo da gioco d’azzardo in collaborazione con le ASST.

L’approccio individuato come più efficace per costruire consapevolezza e capacità critica è basato sulla strategia del lavoro di rete e dello sviluppo di partnership con programmi di intervento di lungo periodo, orientati a strategie preventive in grado di contrastare il diffondersi di dipendenze, in particolare nel caso del gioco d’azzardo.

Il piano locale GAP di ATS Insubria, in base a queste premesse, mira a iniziative di provata efficacia che consentano, a partire da informazione e comunicazione, il successivo passaggio ad interventi formativi che portino all’adesione consapevole a programmi regionali strutturati.

“Promuovere salute significa aiutare le persone a mantenere il proprio benessere e a stare bene. Per fare questo dobbiamo cercare di sviluppare le competenze e le capacità di ogni persona a resistere a tutti i tipi di pressione in un’ottica più ampia, che ci permetta di promuovere la salute in tutti i contesti della collettività quindi nei luoghi di lavoro, nelle scuole e nelle comunità in senso lato. Questo è quello che ci proponiamo nel convegno “Promuovere salute… non è un gioco!” del 28 marzo” spiega il dott. Raffaele Pacchetti, responsabile Promozione della Salute di ATS Insubria.

I dati nazionali certificano come nel territorio lombardo si verifichi la maggior spesa assoluta in giochi d’azzardo con un volume di spesa pari nel 2015 a € 14.065 milioni: i territori di Como e Varese sono tra i primi posti per la spesa pro-capite in gioco d’azzardo.

La dimensione del fenomeno del gioco d’azzardo in Italia è difficilmente stimabile in quanto, ad oggi, non esistono studi esaustivi del fenomeno (GAMBLING – Manuale per i Dipartimenti delle Dipendenze – Dipartimento Politiche Antidroga – Febbraio 2013). Sulla popolazione italiana di circa 60 milioni di persone, il 54% ha giocato d’azzardo almeno una volta negli ultimi 12 mesi. La percentuale invece di giocatori d’azzardo “problematici”, in situazione di grave rischio evolutivo verso una patologia di dipendenza, varia tra 1,3% e 3,8% e quella dei giocatori d’azzardo “patologici” dallo 0,5% al 2,2% (DPA, Ministero della Salute, 2012).

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