Varese | 21 Marzo 2019

“Adolescenti e Rete”: nuove frontiere per relazione educativa, saggezza digitale e assenza genitoriale

L’evento iniziato ieri, che prosegue oggi e il 26 marzo all’Università dell’Insubria, ha già visto nella sua prima giornata oltre 100 partecipanti

Grande successo per il convegno “Adolescenti e Rete: le nuove frontiere della relazione educativa, della saggezza digitale e dell’assenza genitoriale” apertosi ieri nell’Aula Magna Carlo Cattaneo dell’Università degli Studi dell’Insubria.

Oltre 100 i partecipanti fra medici, psicologi, educatori, infermieri, assistenti sociali e volontari, e soddisfatto il dott. Claudio Tosetto, responsabile scientifico del convegno e del Servizio di Prevenzione e Cura delle Dipendenze dell’ASST Sette Laghi.

L’evento, che prosegue oggi e il giorno 26 marzo, è dedicato al delicato rapporto tra adolescenti e rete, ed è organizzato appunto dall’ASST Sette Laghi con il patrocinio dell’Università dell’Insubria e la collaborazione della Fondazione Comunitaria del Varesotto Onlus.

“I giovani e i bambini hanno sviluppato una relazione con le tecnologie digitali unica e mai vista prima d’ora. Questa relazione investe tutti gli ambiti della loro vita, dal gioco alle relazioni sociali, fino al modo in cui si rapportano con la scuola e il gruppo di pari. Nativi digitali, touch generation, millenials, questi sono i nomi con i quali il mondo adulto identifica questa relazione esclusiva, a volte intima che i ragazzi hanno con le nuove tecnologie. Sono abituati a gestire più situazioni nello stesso momento e a raccogliere un grande numero di informazioni, con tutta una serie di relazioni ed emozioni che fino a pochi anni fa provenivano dal mondo reale e che oggi invece in buona parte è fornito e ricercato da uno smartphone.

La ricerca, frutto della normale e “sana” curiosità legata all’età, di stimoli nuovi, avviene in un mondo, quello digitale, che è molto potente e può aiutare l’informazione e la socializzazione, ma anche intrappolare, spingere a situazioni pericolose o di difficile gestione, perché non si hanno ancora tutti gli strumenti di elaborazione dei vissuti tipici dell’età adulta. Se è quindi un dovere della società tutta, delle famiglie e delle comunità diffondere un’adeguata informazione, far riflettere i ragazzi sulle implicazioni dell’uso delle nuove tecnologie e promuoverne un uso corretto, non vi è dubbio che la scuola, i servizi territoriali, le associazioni e gli operatori sociali che entrano in relazione quotidianamente con gli adolescenti, hanno una responsabilità particolare, perché hanno l’obbligo di comprendere ed aiutarli proprio nel mondo digitale” spiega Tosetto.

Relatori del convegno oltre proprio al dott. Tosetto, sono il dott. Isidoro Cioffi, direttore del Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze ASST dei Sette Laghi, il dott. Matteo Locatelli, educatore professionale, specializzato in pedagogia clinica e in psicologia dei nuovi media in adolescenza e coautore del blog Pedagogiadigitale, il dott. Michele Marangi, media educator, formatore, docente a contratto presso Scienze della Formazione, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, il dott. Mirko Pagani, educatore professionale, pedagogista, esperto nei processi formativi e in educazione dei media digitali.

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