Lavena Ponte Tresa | 4 Marzo 2019

Calamità, incendi e cittadini in difficoltà: Lavena Ponte Tresa avrà i suoi alloggi temporanei

Approvato in consiglio il regolamento sulle emergenze abitative: il comune mette a disposizione dei residenti due appartamenti. "Preservare la dignità dei cittadini"

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È stato un consiglio comunale fiume quello di venerdì sera a Lavena Ponte Tresa, durato oltre quattro ore, che tra i tanti punti all’ordine ha visto anche l’approvazione del regolamento sull’assegnazione di alloggi del comune riservati alle emergenze abitative.

Un’interessante iniziativa che vede la realizzazione di alcuni appartamenti, ormai in dirittura di arrivo con l’ultimazione degli arredamenti, presso lo stabile di proprietà comunale in piazza Matteotti a Lavena, dove una volta sorgevano il vecchio ambulatorio e l’ex ufficio postale.

A renderlo noto, in assemblea cittadina, è stato l’assessore ai Servizi Sociali, Pasquale D’Agostino, che ha approfondito l’argomento insieme all’assistente sociale, la dottoressa Eliana Bianchi. Se l’appartamento a piano terra è pronto, all’interno dell’alloggio al primo piano manca ancora la cucina.

Gli appartamenti saranno messi a disposizione di quei cittadini che sono in stato di emergenza, a causa di incendi, calamità o provvedimenti di sfratto, e che si trovano in difficoltà economica, tra disagi sociali e morosità per indigenza. Gli alloggi, che avranno una capienza ciascuno di tre unità, potrebbero anche essere utilizzati da persone senza fissa dimora, in condizioni particolari di salute o ambientale.

Diversi i criteri per ottenere la casa, con un periodo limitato di alloggio che non va oltre l’anno salvo casi eccezionali: bisogna essere residenti almeno da due anni, con un ISEE inferiore agli 8mila euro e non devono avere titolarità di alloggi nel territorio nazionale. Durante il periodo di locazione, la persona indigente dovrà muoversi per trovare una soluzione stabile, come quella di partecipare ad eventuali bandi di edilizia pubblica.

L’assegnazione sarà valutata caso per caso e prevede un canone di locazione pari al 25% dell’ISEE, mentre si è esenti fino ai 2mila. Se si infrange il regolamento, che possiede diversi criteri da rispettare, sono previste anche revoche.

Diverse le perplessità della minoranza, con la capogruppo Vanessa Provini che, nonostante abbia lodato il progetto, ha evidenziato anche alcune possibili criticità a livello burocratico, come la superficie minima abitabile, e ha invitato l’amministrazione a mettere a disposizione regole più efficaci per l’edilizia popolare, con una graduatoria aperta per famiglie disagiate ed in attesa dell’assegnazione, soprattuto per i nuclei familiari più grandi.

“Il comune non ha mai avuto alloggi temporanei – ha commentato il sindaco Massimo Mastromarino -, il regolamento non è scolpito nella pietra, ma queste sono le regole iniziali che ci siamo dati. Credo sia importante l’obiettivo di fondo, si tratta di necessità temporanee evidenti. In futuro magari ne costruiremo altri di alloggi, vi è un altro grande edificio di nostra proprietà in parte non agibile”.

“Sono tanti i cittadini in difficoltà – ha concluso D’Agostino -, dobbiamo rispondere ai loro bisogni per preservare la loro dignità”.

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