Milano | 4 Marzo 2019

Al via il progetto Aretè: protagonista l’acqua, tra Piemonte e Lombardia

Il progetto che valorizza i benefici offerti dall’acqua negli ambienti rurali tra Piemonte e Lombardia sarà presentato a Fa’ La Cosa Giusta allo stand di Legambiente

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Elevata urbanizzazione e agricoltura intensiva frammentano in maniera preoccupante gli habitat naturali, non consentendo alle specie di muoversi nel proprio ambiente. Una condizione diffusa in diverse aree della pianura Padana, che rischia di minare il delicato equilibrio tra natura e attività antropiche.

Per fermare la perdita di habitat e valorizzare i benefici offerti dall’acqua negli ambienti rurali tra Piemonte e Lombardia, prende il via il progetto “Aretè – acqua in rete: gestione virtuosa della risorsa idrica e degli agroecosistemi per l’incremento del capitale naturale” che verrà presentato venerdì 8 marzo dalle 17 alle 18 durante Fa’ La Cosa Giusta!, l’evento dedicato al consumo critico e agli stili di vita sostenibili, presso Fiera Milano City, allo stand di Legambiente.

Si tratta di interventi di riqualificazione ecologica su un’area che ha come fulcro la Valle del Ticino, ma si estende verso ovest fino colline novaresi, nelle zone ricomprese nella Riserva MAB UNESCO Ticino Valgrande Verbano, scende verso la Lomellina, mentre a est raggiunge l’Alto Milanese. Il territorio include numerose aree protette, quali i due parchi che tutelano il Ticino in sponda lombarda e piemontese, diversi siti della Rete Natura 2000, la rete ecologica diffusa su tutto il territorio europeo, oltre ad alcuni PLIS e all’Oasi WWF di Vanzago.

Il progetto triennale, cofinanziato da Fondazione Cariplo nell’ambito del bando “Capitale Naturale 2018”, è guidato dal Parco Lombardo Valle del Ticino e può contare sulle competenze di un ampio gruppo di partner: l’Ente di gestione delle aree protette del Ticino e del Lago Maggiore, la Provincia di Pavia, l’Associazione Irrigazione Est Sesia, il Consorzio di Bonifica Est Ticino Villoresi, l’Università degli Studi di Milano, l’Istituto di Ricerca sulle Acque – Consiglio Nazionale delle Ricerche, Legambiente Lombardia Onlus, la Società Cooperativa Sociale Eliante Onlus e la Società di Scienze Naturali del Verbano Cusio Ossola.

Il progetto prevede innanzitutto una generale ottimizzazione della circolazione dell’acqua, che permetterà un incremento diffuso della biodiversità e un migliore approvvigionamento da parte delle realtà agricole. Particolare attenzione verrà rivolta a quegli interventi idraulici che uniranno la completa funzionalità ecologica ad un migliore inserimento nel paesaggio tradizionale.

“Il lato innovativo del progetto Aretè è la quantificazione dei servizi ecosistemici derivanti dagli interventi, vale a dire tutti quei benefici che gli ecosistemi naturali apportano al genere umano come, per esempio, la depurazione dell’acqua o l’impollinazione. Durante il progetto verranno anche organizzate attività di disseminazione rivolte alle comunità locali e alle realtà attive sul territorio, quali aziende agricole, associazioni, amministrazioni comunali, scuole, GEV, con il duplice obiettivo di illustrare i vantaggi legati a una buona gestione delle risorse naturali e di creare una forte sinergia per garantire un presidio continuo degli interventi realizzati” spiega Gian Pietro Beltrami, Presidente del Parco del Ticino Lombardo.

L’acqua è l’asse portante del progetto, in quanto risorsa primaria che sostiene la biodiversità e che crea ambienti caratteristici oltre a ricoprire il ruolo di “rete stradale” per molte specie selvatiche. Altrettanto importante è la funzione agricola e paesaggistica: dalle risaie della Lomellina ai campi coltivati dell’Alto Milanese. Per questo il progetto si pone l’obiettivo di attuare strategie di utilizzo efficiente dell’acqua, contrastando il più possibile gli sprechi e intervenendo sugli aspetti funzionali, strutturali ed ecologici del reticolo idrico.

“Aretè è un progetto ambizioso che prevede la riqualificazione diffusa di ambienti connessi alla matrice acqua un tempo diffusi nella valle del Ticino e in Lomellina, ma da decenni banalizzati o eliminati dall’azione dell’uomo. L’obiettivo primario del progetto è di convincere i cittadini, ma soprattutto il mondo agricolo, attraverso degli interventi concreti, della possibilità di convivenza fra gli ecosistemi naturali e le attività agricole produttive” dichiara Lorenzo Baio, responsabile Acqua di Legambiente Lombardia.

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