Bedero-Masciago | 3 Marzo 2019

Il Carnevale argentino visto dagli occhi di Don Angelo. “Qui una tradizione diversa”

Il racconto del missionario che da anni opera nella parrocchia di Clodomira, nel centro-nord dell'Argentina, riportato dal Gruppo Missionario di Bedero-Masciago

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(articolo del Gruppo impegno missionario – fonte Eco del VaresottoIl Gruppo Missionario di Bedero – Masciago è sempre in contatto con il “suo” missionario, don Angelo Introzzi, che dal 1992 opera nella parrocchia di Clodomira, posta nel centro-nord dell’Argentina, nella diocesi di Santiago del Estero. Don Angelo ci tiene sempre informati sulla vita della sua enorme parrocchia, facendoci sentire amici dei suoi parrocchiani e partecipi della loro vita.

Anche se vive dall’altra parte del mondo, comunicare con lui oggi è facile: basta un messaggino Whatsapp e le sue parole giungono al nostro Gruppo e , di conseguenza, alla nostra comunità.

Nel suo ultimo contatto ci ha raccontato come si svolgono il Carnevale e la Quaresima nella sua parrocchia: “A parte quello famoso di Venezia o di qualche altra città Italiana, in Italia il Carnevale si riduce a un breve lasso di tempo, dal giovedì al martedì grasso, ad una sfilata di carri allegorici e ad una scorpacciata di tortelli e chiacchiere. Da noi, invece, nel Centro e Sud-America, il Carnevale, ricco di balli folcloristici e moderni, dura oltre un mese e sembra non finire mai. Sarà l’estate così calda, che qui si protrae fino a Pasqua, saranno le vacanze estive che durano fino a metà marzo, ma dal Centro America al Perù, dal Brasile alla Bolivia, in tutti i paesi della fine del mondo la vita dei quartieri e delle città è piena di voglia di Carnevale…”.

É diverso vivere il Carnevale nella stagione invernale – continua Don Angelo – perché qui da noi tra un mese ricominceranno le scuole e le attività catechistiche e pastorali: il mese di marzo nel Sud del Mondo, infatti, é l’equivalente di settembre in Europa. Terminato il Carnevale, in parrocchia si inizia a preparare la Via della Croce e della Luce. E, come a Natale c’erano i Presepi viventi, così anche queste celebrazioni sono naturalmente… viventi! Ogni settimana adulti e ragazzi preparano i copioni della Via Crucis e Lucis in versione attualizzata. E poi allestiscono i costumi, con una tela plastificata, chiamata ‘tela de lienzo’. Tutto serve per le sacre rappresentazioni: in sagrestia non rimarrebbe neanche il mio camice per celebrare, se non lo nascondessi in casa! Nei villaggi che riesco a raggiungere con regolarità, le Sacre Rappresentazioni si realizzano il Venerdì Santo”.

“Nelle altre comunità e nelle scuole, invece, rimando al tempo dopo Pasqua, celebrando la ‘Via Lucis’ con la rappresentazione delle apparizioni di Gesú alle donne e ai discepoli – spiega ancora il missionario -. Nella Parrocchia principale, tutto viene realizzato sui tetti-terrazzo, perchè la gente possa vedere e ascoltare in ogni quartiere lo svolgimento delle quindici stazioni. Si cammina con le fiaccole accese per raggiungere le varie stazioni. Moltissimi i canti e i momenti di silenzio”.

“Da noi il Venerdì Santo, più ancora della Pasqua, è l’apice di tutta la Quaresima – conclude don Angelo -. Mai, come in questo giorno, la gente vuole baciare il Crocifisso e accorrere ai cimiteri, come da noi il giorno dei Morti. Celebriamo anche le Palme, con gli asinelli e la rappresentazione della Passione per miriadi di bambini … Ora, ringrazio con il cuore di tutta la mia Gente il Gruppo Missionario e il ‘nostro’ don Stefano. Solo Dio e la Sua Mamma Santa vi possono ricompensare!”. (Foto © Vivi l’Argentina)

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