L’Associazione onlus “la gemma rara” organizza domani, martedì 26 febbraio, alle ore 21, presso il Salone Estense del Comune di Varese, l’evento “XII Giornata internazionale per le malattie rare: integriamo l’assistenza sanitaria con l’assistenza sociale” con scopo divulgativo, rivolto alla popolazione.
Si tratta di una tavola rotonda con dibattito, alla quale parteciperanno sia i referenti di alcune istituzioni ed associazioni locali, sia il pubblico in sala, che vuole porre in luce le problematiche di carattere medico e sociale legate alle malattie rare e promuovere azioni integrate e sinergiche volte al benessere dei Malati Rari e delle loro famiglie. Per questo motivo “la gemma rara” ha invitato gli esponenti di vari enti in ambito medico e sociale che già hanno iniziato un percorso di reciproco ascolto e avviato collaborazioni concrete.
Saranno presenti il Presidente di Anffas Varese Paolo Bano, l’Assessore Roberto Molinari dei Servizi Sociali del Comune di Varese, il Dr. Andrea Zonta dei Servizi Sociali Asst Sette Laghi, il Dr. Vincenzo Saturni del CCM Comitato Consultivo Misto Asst Sette Laghi, il Dr. Enrico Frattini di ATS Insubria e la Dr.ssa Paola Granata de La Gemma Rara.
Gli interventi illustreranno le iniziative in atto o in progettazione non solo sul territorio di Varese, ma anche a livello nazionale. Si parlerà di collaborazione fra Istituzioni Pubbliche e Associazioni per le persone fragili e per la disabilità, di iniziative che vogliono rispondere in modo esaustivo alle necessità del Malato Raro e di quotidiana esperienza sul campo da parte di chi ogni giorno unisce assistenza medica e sociale.
“La malattia rara non è un argomento esclusivamente medico e soprattutto non è un problema di altri, ma qualcosa che socialmente coinvolge tutti. Non è ormai più possibile scindere la salute del Malato Raro dal suo benessere sociale: le due realtà si fondono e tutti noi siamo chiamati alla cooperazione nel nostro vivere quotidiano, al di fuori dei grandi progetti. Anche un piccolo, solidale gesto è benessere per chi lo riceve”, tiene a precisare la dottoressa Granata.
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