Brinzio | 25 Febbraio 2019

A Brinzio i 10 anni di Castanicoltori: progetti e prospettive per il castagno del territorio

Tanti gli argomenti affrontati nella giornata organizzata dal Consorzio di Brinzio, Orino e Castello Cabiaglio, dedicata ai progetti legati alle selve castanili

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Si è svolto ieri al Museo della cultura rurale prealpina di Brinzio il convegno sulla castanicoltura locale organizzato dal Consorzio Castanicoltori di Brinzio, Orino e Castello Cabiaglio. Sala piena e persone in piedi ad ascoltare i tanti progetti portati avanti dal Consorzio che oggi, a dieci anni dalla nascita, ha superato i trenta Soci per una tutela complessiva di circa trenta ettari di castagneti.

Ad aprire l’incontro, moderato dal coordinatore del Consorzio Luca Colombo, un momento per ricordare uno dei Soci fondatori, Piero Cinchetti, scomparso due anni fa, ricordato anche dagli altri relatori, a testimonianza di come questo progetto abbia valore sociale forte che lega e appassiona tutti i suoi attori.

Hanno aperto i lavori il Consigliere del Comune di Brinzio ed anima del Museo, Roberto Piccinelli, e il Presidente del Parco del Campo dei Fiori, Giuseppe Barra, raccontando la storia di questi luoghi legati alla castanicoltura fino agli ultimi anni da cui è scaturita la nascita del Consorzio e i nuovi progetti in essere. Testimoniando il continuo legame con il castagno, certificato anche dai programmi che il Parco sta mettendo in campo anche oggi, il Presidente Barra ha presentato infatti i prossimi corsi di formazione del progetto Interreg UpKeepTheAlps, pensati per migliorare le capacità degli operatori locali nella gestione del territorio e della rete sentieristica, tra cui spiccano proprio i corsi sull’utilizzo del castagno e nel recupero dei muretti a secco, grazie alla collaborazione con il Polo Poschiavo, capofila svizzero del progetto.

Ha seguito l’intervento di Dario Bevilacqua, DOS negli ultimi incendi nel Parco, che ha mostrato come la presenza di selve castanili attorno agli abitati possa essere un elemento di sicurezza importante per la tutela degli stessi dai rischi di incendio. Bevilacqua ha proposto di inserire la presenza delle selve nella cartografia specifica dedicata alla prevenzione e lotta degli incendi ed invitato i Comuni a ragionare concretamente sulle selve come strumento importante di gestione del territorio, sottolineando come fare sinergia e collaborare con gli attori locali sia non solo possibile, ma elemento di successo.

Si sono susseguiti quindi gli interventi più tecnici legati alla castagna con la dottoressa Marilisa Molinari che ha sottolineato l’importanza di agire puntualmente per mantenere pulite ed in salute le selve, fornendo indicazioni su come contrastare i principali problemi di gestione fitosanitaria. Giorgio Moretti, presidente dell’associazione castanicoltori della Svizzera italiana ha affrontato invece una delle minacce principali alla castanicoltura locale, mostrando come il cambiamento climatico in atto sia già un fattore ben presente in Ticino e non solo. Deve essere affrontato seriamente agendo su più elementi in un sistema complesso.

Gianbattista Tonni, del Comune di Serle, ha portato la giovane esperienza del ritorno alla castanicoltura attiva nel suo territorio e la necessità di fornire una carta di identità ad ogni pianta tramite l’analisi genetica, attraverso un progetto, attualmente in fase di valutazione per il suo finanziamento, portato avanti proprio in collaborazione anche con il Consorzio Castanicoltori. Dal DNA alla propagazione delle specifiche piante, con l’intervento di Marco Nigro, docente di coltura in vitro e Remo Chiozzotto del Dipartimento di scienze agrarie e ambientali dell’Università degli Studi di Milano che hanno mostrato i progressi nei tentativi di micropropagare le varietà locali di castagno, forniti dal Consorzio in un progetto che dura da diversi anni, iniziato tempo addietro con un finanziamento di Fondazione Cariplo al Parco Campo dei Fiori.

Molta sorpresa e interesse ha suscitato l’intervento di Mario dell’Agli, del Dipartimento di scienze farmacologiche e biomolecolari dell’Università degli Studi di Milano che ha raccontato come gli studi condotti sulle castagne locali abbiano dimostrato come alcune di esse abbiano un elevato potenziale antinfiammatorio per l’apparato digerente e come questa caratteristica cambi significativamente da varietà a varietà. Certamente grazie a questo studio, già pubblicato su un’importante rivista scientifica, si aprono nuove interessanti prospettive per un nuovo utilizzo del castagno in relazione al benessere umano.

Niccolò Mapelli, della Comunità Montana Lario Orientale e Valle San Martino ripercorre la costruzione della rete di castanicoltori lombarda formatasi negli ultimi anni grazie ai progetti portati avanti assieme, soprattutto l’interreg I Castagneti dell’Insubria che ha posto le basi per molti degli attuali sviluppi. Una rete solida che continuerà a lavorare congiuntamente.

L’ultimo intervento tecnico ha visto la presentazione da parte di Massimo Raimondi, dottore agronomo esperto in castanicoltura, di un grande progetto di recupero e riqualificazione di selve castanili che il Parco Campo dei Fiori, in collaborazione con il Consorzio Castanicoltori, sta per avviare nei territori di Brinzio e Castello Cabiaglio. Un intervento significativo per le dimensioni, sette ettari, e per la sua finalità, legata soprattutto alla biodiversità degli ambienti naturali e al suo miglioramento, inserito in un ampio progetto dedicato al capitale naturale cofinanziato da Fondazione Cariplo e di cui il Parco è capofila.

La lunga mattina si è chiusa con gli interventi di quattro Comuni su cui opera il Consorzio. Roberto Piccinelli di Brinzio, ha ribadito la volontà di continuare il cammino intrapreso con il Consorzio fin dalla sua nascita, Marco Galbiati Sindaco di Castello Cabiaglio ha ammesso la sua sorpresa di fronte ai tanti argomenti che ruotano attorno alla castagna confermandone l’importanza per il territorio. Anche il Sindaco di Orino, Cesare Moia ha posto l’attenzione su come la castanicoltura possa prendere nel prossimo futuro un’importanza anche economica di rilievo in controtendenza al diminuire costante della manifattura. Alessandro Boriani, sindaco di Luvinate si è congratulato infine per la mattina, contento di poter passare ad una nuova fase di collaborazione sul suo territorio, anche in relazione alla tematica incendi esposta all’inizio dell’incontro.

Le conclusioni sono state lasciate a Marco Boriani, amico di lunga data del Consorzio ed esperto nei molti ambiti della castanicoltura regionale, che si è congratulato con i castanicoltori locali per la loro capacità di riuscire a continuare una costante progettazione basata sui successi ottenuti per fare continuamente un passo più avanti. L’invito rivolto loro non può che essere di continuare questo cammino, seppure difficile e faticoso, con caparbietà e se possibile di farsi ancor più promotori a livello regionale e politico, delle esigenze e delle potenzialità della castanicoltura in Lombardia.

Una mattinata certamente densa, ma che ha tenuto incollati gli oltre ottanta presenti fino all’ultimo minuto, che rinsalda la collaborazione tra i soggetti operativi e le amministrazioni locali, dal Parco ai Comuni, e che fa iniziare nel migliore dei modi questo decimo anno di vita del Consorzio Castanicoltori.

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