Luino | 8 Febbraio 2019

Shopping nel luinese: “Natale negativo con Black Friday e online, altalenante la vendita con i saldi”

Il vicepresidente Ascom Sala: "Il punto della situazione, dopo l'inizio dei saldi invernali, traccia un quadro negativo". Andamento che rispecchia lo scenario nazionale

Luino, piazza Garibaldi si rifà il look.
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Le feste da poco trascorse non hanno lasciato un bel segnale per i commercianti luinesi, che oltre ad un mese dal Natale e con la fine dei saldi fanno il punto della situazione rispetto agli incassi registrati nel periodo dell’anno maggiormente indicato per gli acquisti, ma negli ultimi tempi condizionato da fattori non proprio nuovi eppure in parte ancora considerati imprevedibili.

Questi i negozianti, tra cui il vicepresidente Ascom, il luinese Erosa Sala, tra i tanti fattori di incidenza, puntano il dito non solo contro il cosiddetto Black Friday, fenomeno di importazione americana giunto a scandire anche in Italia i tempi della stagione degli acquisti in versione natalizia, che prende il via proprio con lo scoccare del venerdì nero, ma anche sull’e-commerce.

Il settore maggiormente penalizzato, stando al racconto dei negozianti, è quello dell’abbigliamento, incapace di tenere il passo delle piattaforme digitali. Se infatti per i riferimenti online più noti il boom dei ricavi ha oscillato tra il 15 e il 20%, quello dei negozi ha toccato soltanto il 3%, lasciando preoccupazioni e perplessità per il tenore della concorrenza digitale e per la sensazione, sempre più forte, di non poter competere ad armi pari. Un’ulteriore beffa ha poi riguardato le temperature gentili dell’ultimo mese, che hanno costretto gli esercenti a riporre in magazzino gli stock invernali, in fase di liquidazione mediante i saldi, i cui dati per il momento risultano essere nella media.

Tra i gestori di negozi di abbigliamento del territorio c’è chi sottolinea la necessità di modificare il periodo degli sconti collocato in coda alle festività natalizie, e di affrontare in modo diverso lo squilibrio rispetto ai grandi colossi della rete, per esempio cercando l’appoggio di nuove normative comunitarie e risolvendo le problematiche di base del settore, che per alcuni appare troppo disunito e con un numero di indipendenti, a livello nazionale, considerato eccessivo.

Uno scenario che nel complesso era già stato anticipato, prima delle feste, dalla panoramica di Confcommercio sul calo delle vendite al dettaglio e sulla debolezza dei consumi e della domanda da parte delle famiglie. Una panoramica suggerita dalle indagini Istat che ad inizio dicembre l’ente commentava così: “Le incertezze sulle prospettive economiche ed i segnali di rallentamento del mercato del lavoro, stanno determinando ormai da mesi comportamenti molto prudenti in materia di scelte di consumo. Nella media dei primi dieci mesi il valore delle vendite è infatti sostanzialmente invariato rispetto a quanto rilevato nello stesso periodo del 2017, e pertanto, tenendo conto della variazione dei prezzi, la spesa reale mostrerebbe una dinamica negativa“.

Per l’ente, in conclusione, il fragile profilo dei consumi è arrivato a colpire, durante l’anno appena concluso, tutte le formule e i formati distributivi, “salvo i discount e il commercio elettronico. La situazione peggiore si riscontra per le piccole imprese, in particolare nell’area del non alimentare“.

“Il nostro territorio – racconta Eros Sala, commerciante e vicepresidente Ascom Luino – ha registrato un Natale sotto le aspettative, mentre il periodo dei saldi per qualcuno è andato bene, mentre per altri male, soprattutto nel settore dell’abbigliamento e delle calzature. Non c’è un grande riscontro da parte di turisti stranieri, per lo più si tratta di clienti transfrontalieri, quelli abituali e affezionati che arrivano da oltre confine”.

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