Giappone | 4 Febbraio 2019

Bu-Sen Luino, il maestro Leo Marano in Giappone: “Un viaggio nella ‘Mecca’ del judo”

Esperienza indimenticabile per il maestro della società luinese: "Un'emozione straordinaria, abbiamo incontrato anche due tecnici della Nazionale Italiana"

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Finora silenzio stampa a causa delle vacanze, ma da qualche giorno sono ripresi gli allenamenti e i programmi, così la Judo Bu-Sen di Luino riprende a parlare di tutte le sue attività, tra “una vacanza in Giappone” e la “finale dei Campionati Italiani” di Noemi.

“Essere Maestro di judo – spiega Leo Marano – non solo significa preparare un atleta a vincere le gare o far vivere l’educazione fisica e gli aspetti morali del judo al praticante, ma anche continuare ad aggiornarsi andando a scoprire le radici di questo sport-educazione. L’occasione si è presentata negli scorsi mesi, e dopo più di cinquant’anni dedicati al judo ho realizzato il sogno di andare in Giappone alla ‘mecca’ del judo, al Kodokan di Tokio dove è nato”.

“Oltre che a visitare questo straordinario paese – racconta con soddisfazione il maestro luinese -, con mio fratello Michele e 6 suoi allievi, ho vissuto una vacanza, dal 28 novembre al 10 dicembre, stupenda e indimenticabile. Mi è difficile raccontarla, perché una foto o le parole non bastano, le sensazioni e le immagini resteranno sempre un segreto indescrivibile. D’impatto, ciò che ti colpisce è la cordialità, la pulizia e l’organizzazione. Abbiamo alloggiato alla prima tappa nella città di Kyoto, sede del Castello di Ieyasu Tokugawa, l’ultimo Shogun che diede il paese allo stato democratico. E’ la zona più storica del Giappone, la consiglio”.

“Dopo abbiamo visitato le città di Nara, Osaka, Kobe, Karasuma, Himeji e Fuscimi – continua ancora Marano -. In quest’ultima cittadina si visita il tempio Inari-Taisha, un percorso Shintoista di templi, Torii e L’anterne i simboli della religione. Un percorso in montagna formato da migliaia di ‘Torii’, che sono le porte che separano la zona profana dalla zona sacra del tempio. In breve, in questi posti troverete le pagode e i castelli più belli del Giappone. Seconda tappa a Tokyo, una città nelle città: è enorme, dicono sia estesa come tutta la Val D’Aosta. Un’infinità di palazzi vicini, non ci sono piazze o parchi, c’è il sovraffollamento e il problema è proprio lo spazio”.

“Noi abbiamo alloggiato vicino a Shinjuku, la stazione più trafficata al mondo e vi assicuro che è stata una bellissima esperienza. Tante visite di zone, per esempio sulla torre più alta, la Skytree seconda al mondo, con vista infinita su Tokyo. A Ueno si trova la statua dello storico ultimo samurai Takamori Saigo, e lì vicino, uno zoo bellissimo con più di 2500 animali. Non poteva mancare la visita, in zona centro, al Kodokan, un palazzo di cinque piani per il judo. Il tempio del judo creato da Jigoro Kano, l’ideatore del judo. Semplicemente emozionante. Tecnici e agonisti da tutto il mondo vengono qui ad allenarsi, caso vuole che all’aeroporto di Narita abbiamo incontrato due tecnici della Nazionale italiana. La settimana prima si era disputato il Gran Slam di judo a Osaka”.

“Una foto all’ingresso – conclude Marano -, vicino alla statua di Jigoro Kano, sarà per me senz’altro il più bel ricordo. Mi fermo qui, orologio al polso con circa 172 km fatti a piedi, tante foto e filmati, che mi danno lo spunto per una serata in futuro, magari al Verbania, su ‘una vacanza in Giappone’ da presentare agli amici”.

La finale di Noemi ai Campionati Italiani, invece, non è andata come si sperava andasse, con il decimo posto in classifica, nonostante sia stata la prima in Regione. “Ora pensiamo al futuro, ci consoliamo così”.

In palestra, infine, si sta lavorando per una nuova impostazione tecnica: le gare riprenderanno il prossimo weekend, il 9 e 10 febbraio, al 16esimo Trofeo Internazionale – Città di Como, mentre sabato 16 ci disputeranno le qualificazioni ai Campionati Italiani Cadetti, ai quali Emma Petrolo è già qualificata di diritto essendo settima nella Ranking List Nazionale. Proveranno a qualificarsi Francesco Stivoni e Sofia Pignatiello, solo nel caso in cui supererà l’infortunio.

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