EMERGENZA CORONAVIRUS (ATTIVITÀ APERTE E CONSEGNE A DOMICILIO ) Segnalaci la tua attività Guarda tutte le attività
Germignaga | 21 Gennaio 2019

Germignaga, “Il Palazzo Borromeo? Un gioiello del nostro lago”

Un bellissimo pomeriggio quello di sabato, in cui i partecipanti hanno potuto fare un viaggio all'interno dello splendido patrimonio artistico del lago

Tempo medio di lettura: 4 minuti

È stato proprio come entrare in una “Stanza delle meraviglie”, sabato 19 gennaio, quando all’ex Colonia Elioterapica, il giornalista Marco Carminati e lo storico dell’Arte Stefano Zuffi hanno incominciato a raccontare la storia dei Borromeo e del loro sontuoso palazzo, residenza estiva dell’aristocratica famiglia con forte vocazione imprenditoriale, inanellando vicende e aneddoti contenuti nel prezioso volume “Palazzo Borromeo – Uno scrigno barocco sull’Isola Bella”, presentato nel corso della serata.

A fare gli onori di casa il sindaco Marco Fazio, che, con l’assessore al Bilancio Paola Porta, ha spiegato la nascita di questa serata d’Arte, scaturita da alcune considerazioni che l‘assessore Porta aveva fatto proprio con Carminati a proposito della gru che da anni staziona sui castelli di Cannero, deturpandone la vista. Da quella conversazione all’idea di un “Incontro con gli autori” il passo fu breve: “È sempre bello quando i nomi che siamo abituati a leggere sui libri o sulle pagine di un giornale prendono vita e diventano persone con cui si stringe una relazione e con cui si possono scambiare opinioni – Ha continuato il sindaco Fazio –. Nel nostro viaggio partiamo da questo spazio, la Colonia, che ricorda la prua di una nave e arriviamo ad un’altra nave, decisamente più antica: quel fantastico galeone che è l’Isola Bella e mi piace pensare che questa sera rinsaldi un po’ il legame tra le due sponde del nostro lago. Spero davvero che possa essere la prima di tante altre occasioni per sentire sempre di più l’appartenenza ad un’unica comunità verbanese, un’unità culturale che va oltre a quella politica”.

Il volume, il secondo di una serie promossa dalla famiglia Borromeo, committente presso la casa editrice Electa, si avvale delle spettacolari e straordinarie immagini del fotografo fiorentino Massimo Listri, impareggiabile maestro della fotografia d’architettura e d’ambienti, autore di oltre 70 pubblicazioni d’arte e definito da Vittorio Sgarbi “Il fotografo che inventa la bellezza”. Tre i formati con cui realizza di solito le sue maxi fotografie: 100×120, 120×150, 180×225 e tre sole macchine in tutto il mondo in grado di stamparle: due in Germania e una a Los Angeles.

A Marco Carminati il compito di effettuare un sintetico, ma preciso e brillante excursus sulla storia della famiglia Borromeo, esiliata dalla Toscana nel 1370 e dispersa fra Venezia, Padova e Milano. Fu dal ramo milanese che nacquero la grande ricchezza e il prestigio della casata, consolidati nel tempo anche grazie ad abili strategie matrimoniali. La storia dell’arcipelago borromeo nasce invece nella seconda metà del ‘500 con l’acquisizione della prima isola, che diventerà successivamente Isola Madre. Dopo aver annesso le altre, fu realizzato un giardino barocco a terrazze sull’”Isola Isabella”, il cui nome sarà poi contratto in “Isola Bella”. In piena età barocca, tra il 1630 e il 1690 fu poi costruito il palazzo, una vera e propria piccola Versailles sull’acqua, con lo scopo di suscitare la meraviglia dei visitatori.

Il racconto di Marco Carminati ha anche suscitato l’ilarità del pubblico narrando alcuni aneddoti, come la visita in incognito del Principe di Galles e Wallis Simpson nel 1934, con l’imbarazzante consumazione di un tè con i principi Borromeo vestiti di tutto punto e “sua Grazia Britannica col suo seguito conciati come un gruppo di selvaggi ai primi contatti con la civiltà”. L’arcipelago borromeo, porta d’accesso verso l’Italia, con il suo palazzo ricco di pezzi unici d’opere d’arte e di arredo dal gusto particolare, diventò tappa irrinunciabile del “Grand Tour”.

Nello stesso modo Stefano Zuffi, con l’ausilio delle immagini proiettate su grande schermo, ha virtualmente accompagnato il pubblico nella visita tra le sale e nel giardino terrazzato, ambienti che “si fondono in un insieme organico in cui l’architettura, gli arredi e le collezioni artistiche sono complementari e inscindibili”: dalla Cappella Palatina (luogo di culto privato e sepolcreto dei Borromeo) alla galleria di pittura, sviluppata in ambienti di alta rappresentanza e culminante nella “Galleria Berthier”, unica galleria di pittura barocca tra Piemonte e Lombardia perfettamente conservata fino a noi. E poi ancora la Sala della Regina, la Sala delle Medaglie, la Sala della Musica, la Sala di Luca Giordano, la Biblioteca il Salottino di Lavoro, la Sala Zuccarelli, la Sala della Conversazione e la Galleria degli Arazzi, fino alla grande Sala da Ballo: tutto è uno scrigno di preziosi e raffinatissimi gioielli.

Ulteriore motivo di stupore l’affascinante sequenza delle sei grotte, al piano inferiore del palazzo, ad altezza lago: sei ambienti interamente “incrostati” di sassi, tufo, lava, residui di carbone, frammenti di mica, tritume di marmo di Candoglia; il pavimento rivestito di ciottoli di lago e di fiume. Infine il giardino, dove sono “gli elementi naturali a trasformarsi in architettura vivente e, con il loro indolente passeggiare, i sussiegosi pavoni bianchi sembrano sculture in movimento”.

Luogo di raro fascino, Palazzo Borromeo attirò l’attenzione anche di personaggi celebri, quali Napoleone, la regina Vittoria e perfino Mussolini, che nel 1935 sbarcò sull’Isola Bella per la conferenza di Stresa, nell’estremo tentativo di fermare Hitler. Ma esso divenne anche luogo di sicuro rifugio, quando i Borromeo lo misero a disposizione per nascondere gran parte dei capolavori provenienti dalla pinacoteca di Brera, con l’intensificarsi dei bombardamenti su Milano dopo il 1943.

È ormai evidente che questo libro non sia frutto soltanto di un’operazione editoriale, né una guida turistica,  ma favorisca una sempre più profonda conoscenza di questo patrimonio, affinché il numero dei suoi visitatori superi le 500 000 presenze registrate lo scorso anno e possa far riflettere sulla problematica del restauro e della conservazione dei beni culturali.

Marco Carminati, caposervizio responsabile delle pagine di arte, architettura, design e beni culturali dell’inserto “Domenica” del Sole 24 Ore, è impegnato da anni nell’organizzazione delle pagine dedicate agli Eventi speciali, ideando e curando molte iniziative collaterali pubblicate dal 2003 a oggi sul quotidiano economico-finanziario milanese.

Stefano Zuffi, autore di numerosi volumi di divulgazione culturale, legati alla Storia dell’Arte soprattutto rinascimentale e barocca, è consulente editoriale e scientifico per la casa editrice Electa; si è occupato di pubblicazioni d’arte come autore e come curatore di collane a prevalente carattere divulgativo. È consigliere dell’Associazione Amici di Brera e dell’Associazione Amici del Museo Poldi Pezzoli.

Per guardare le foto dell’evento, cliccare qui.

Vuoi lasciare un commento? | 0

Lascia un commento

"Luinonotizie.it è una testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del tribunale di Varese al n. 5/2017 in data 29/6/2017"
P.IVA: 03433740127