Laveno Mombello | 19 Dicembre 2018

Laveno, la comunità divisa sul futuro del lungolago: presentato il progetto di fattibilità

Scetticismo ed entusiasmo nell'incontro tenutosi ieri in municipio con i professionisti al lavoro sull'opera. Tante le richieste per salvare gli storici lecci

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Il rifacimento del lungolago De Angelis a Laveno Mombello cambierà il volto del paese, la visione collettiva dell’intera area, il modo di concepire e di vivere ogni giorno il luogo che in molti considerano come un punto d’osservazione privilegiato tra i più affascinanti di tutto il Verbano.

Ne è consapevole la comunità lavenese, riunitasi nella serata di ieri in municipio per osservare, dalla luce di un proiettore, l’ambizioso progetto di fattibilità curato dallo studio milanese dell’architetto Michelangelo Lassini che, accompagnato da un collega, per quasi quattro ore di confronto e di dibattito, ha avuto modo di realizzare in prima persona quanto i cittadini siano consapevoli di trovarsi a pochi passi da un importantissimo punto di svolta.

Un cambiamento epocale che le future generazioni erediteranno proprio dalle scelte che saranno compiute nei mesi a venire. Ed è anche per questo che il vortice di ricordi, circa i tratti peculiari del patrimonio pubblico, i frammenti di immagini di una Laveno che ormai compare solo in vecchie foto e pagine ingiallite dal tempo, ha offuscato per una parte della serata il ricco masterplan presentato in sala dai professionisti, frutto di un lungo ed articolato lavoro, per quanto ancora in fase preliminare, che spruzza modernità da ogni pixel, e che nonostante la coltre di tecnicismi, parzialmente rimossa con l’ausilio del rendering, ha consentito di intuire chiaramente i segnali di una vera rivoluzione.

Una serata cominciata con le parole del sindaco Ercole Ielmini, il quale ha ripercorso i tratti salienti dell’accordo tra amministrazione, autorità di bacino e Regione Lombardia, stipulato in seguito ad una necessità, quella di riedificare la passeggiata che si affaccia sul golfo, riconosciuta come tale di comune accordo. “Il lungolago – ha spiegato in apertura Ielmini – verrà rifatto nella sua interezza, e quindi non a lotti dispersivi o destinati a rimanere incompleti, grazie al finanziamento che dovrà essere impegnato entro la fine di quest’anno“. Il rischio infatti è che la burocrazia, al pari delle incognite che pendono dalla nuova legge Finanziaria, possa causare un blocco sulla tabella di marcia, come già avvenuto in passato per opere pubbliche rimaste in sospeso e intrappolate economicamente nel bilancio.

Una breve ma doverosa premessa quella del primo cittadino, soffermatosi inoltre sull’esigenza progettuale che ha portato a considerare tutte le criticità derivanti da Alptransit per ridisegnare il lungolago, tra cui la chiusura del passaggio a livello di via Varese, la realizzazione del sottopasso e tutte le piccole ma fondamentali modifiche alla viabilità entro i confini comunali.

Più spazi pedonale, più verde: queste le linee guida adottate dagli architetti per ripensare il viale, partendo dal potenziale del luogo di dare nuova vitalità ad aree attualmente slegate tra loro e senza fruizione unitaria. La passeggiata, nella visione dello studio Lassini, avrà un guadagno in termini di superficie pedonale, nuovi attracchi, nuove pedane e gradonate con possibilità per cittadini e turisti di accedere a più spazi per interrompere la camminata, vivere in modo diverso la piazza e le strutture che sorgeranno tutt’intorno: un belvedere, passerelle a lago, una zona parco rivista che ospiterà inoltre la sede dell’autorità di bacino, riservata non solo agli uffici ma con ampi locali che potranno essere impiegati per mostre, conferenze, iniziative culturali.

Anche la pavimentazione del viale e della piazza cambierà aspetto, grazie ad una visione dettata dalla cosiddetta “civilizzazione della strada“, che in alcuni tratti verrà rimpiazzata da un passaggio “quasi pedonale”, per imporre agli automobilisti una ridotta velocità di marcia. Il grande prato accanto al Boesio rimarrà a disposizione, ma con l’aggiunta di una piattaforma di avvicinamento al lago, in funzione di attività quali ad esempio corsi con piccoli natanti, vela e sport per bambini.

Socialità e opportunità di incontro sono le chiavi di lettura suggerite dai professionisti per attribuire il giusto peso a tutte le migliorie e le novità che riguardano il lungolago del futuro, anche se per molti lavenesi l’immenso panorama che si spalanca sul Maggiore, non godrà più dello stesso fascino qualora l’opera dovesse davvero andare in porto. Una buona porzione di tutto ciò che è stato presentato ieri, senza considerare il valore cardine dell’omogeneità dell’area, non è infatti realizzabile senza passare dall’abbattimento dei lecci, che un gruppo locale di ambientalisti considera come landmark del paese, da salvaguardare in quanto testimonianza di memoria e specificità.

Sostituirli con dei platani (questa l’idea degli architetti) è inaccettabile per il gruppo, i cui rappresentanti in aula consiliare hanno rivolto al sindaco una raffica di quesiti, che rimpiazza momentaneamente il responso di un’approfondita perizia sullo stato di salute delle piante, la quale non dovrà essere estraniata, questa la richiesta, dal valore storico e monumentale.

Le risposte arriveranno, ha assicurato Ielmini, tanto per gli scettici, quanto per gli ambientalisti preoccupati, ma anche per tutte le persone che invece hanno mostrato entusiasmo per le potenzialità del progetto unitario e per la prospettiva di avere più spazi fruibili a contatto con il lago. “Dopo un’assemblea di questo tipo è necessario riflettere – ha concluso il primo cittadino – cosa che farò con i colleghi in giunta, tenendo conto dell’impegno di spesa da formalizzare entro il 31 dicembre, che tuttavia non ci imporrà dei vincoli a livello urbanistico, consentendoci di poter analizzare tutte le proposte e le osservazioni raccolte qui stasera”.

Le decisioni non tarderanno ad arrivare, e lasceranno in ogni caso un segno all’interno della comunità.

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