“Chi è responsabile per il fallimento dei Gal? A quanto ammonta il disavanzo accumulato?”. Sulla fine dei Gruppi di azione locale, istituiti nel 2009 da Comunità Montana per il rilancio delle aree svantaggiate del territorio, la minoranza luinese vuole vederci chiaro.
E’ così che con i due quesiti sopra riportati, rivolti ai colleghi della maggioranza dall’esponente de “L’Altra Luino” Enrica Nogara, il destino dei Gal ha raggiunto nella serata di ieri, giovedì 29 novembre, i banchi del consiglio comunale a Palazzo Serbelloni.
Domande per il momento senza risposta ma che hanno consentito agli amministratori della città lacustre di prendere nota, dopo che i sindaci di Comunità Montana, riuniti in assemblea solo sette giorni fa, hanno riportato in superficie il dibattito nel corso della prima riunione che ha fatto seguito alle dimissioni di Giorgio Piccolo e alla successiva elezione di Francesco Paglia, primo cittadino di Duno, come nuovo presidente della struttura.
Per Comunità Montana il discorso relativo ai Gal è infatti tutt’altro che chiuso, vista la necessità di affrontare la procedura di liquidazione delle società promotrici, il cui progetto di sviluppo si è interrotto nel 2016 a causa del dissesto economico. Un errore di gestione per mancanza di monitoraggio, secondo il sindaco di Laveno Ercole Ielmini, il primo a riprendere la necessità di fare chiarezza una volte per tutte, durante il confronto, a tratti acceso visto l’impatto sul bilancio del fallimento dei gruppi, andato in scena giovedì scorso presso la sede di via Asmara.
“Sono orgogliosa di aver votato contro il progetto nel 2009 – ha sottolineato ancora durante il suo intervento Enrica Nogara -. I gruppi non mi hanno mai convinta per come sono stati strutturati e per come è stato deciso di spendere i soldi”. A proposito di investimenti nei Gruppi di azione locale, denominati rispettivamente Gal Valli del Luinese e Gal dei Laghi e della Montagna, la consigliera dem ha poi rivolto alla maggioranza un ultimo quesito: “Le opere finanziate e non terminate per mancanza di fondi riceveranno altri finanziamenti da Comunità Montana o rimarranno incompiute?”.
Nonostante siano passati più di due anni dalla cessata attività delle srl, la sensazione è che il caso continuerà ancora ad occupare spazio tra i temi di pubblico interesse, prima della sua definitiva archiviazione.
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