Cassano Valcuvia | 19 Novembre 2018

San Martino, a Cassano Valcuvia la memoria dei caduti per costruire il futuro dei giovani

De Tomasi: "Fondamentale un consapevole contrasto culturale, istituzionale e legale a fascismo, neofascismo e tutte le fonti che lo alimentano"

San Martino, a Cassano Valcuvia la memoria dei caduti per costruire il futuro dei giovani
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Come possiamo noi cittadini italiani ed europei, onorare nei fatti, più efficaci di ogni discorso, i combattenti di ieri? Continuare con le armi che ci hanno messo a disposizione, quelle della democrazia, non tradirne il sacrificio, avviare il messaggio di speranza e d’amore per il nostro martoriato paese. E come si fa a mantenere in vita quello splendido mosaico che si chiama democrazia? Si mantiene attivando un generale e consapevole contrasto culturale, istituzionale e legale, al fascismo, al neofascismo e a tutte le fonti che oggi lo alimentano”.

Queste le parole di Ester De Tomasi, presidente ANPI Provinciale Varese, ieri a Cassano Valcuvia, che hanno fatto breccia negli animi dei ragazzi del Liceo Cairoli di Varese e del Centro Formazione Professionale ENAIP, intervenuti durante il 75esimo anniversario della battaglia di San Martino, per commemorare quella che fu la prima battaglia della Resistenza  combattuta sul territorio nel novembre del 1943, dal “Gruppo Cinque Giornate”, alla presenza di tanti sindaci dell’Alto Varesotto, della Polizia di Stato, della Guardia di Finanza, di tante sezioni locali degli Alpini, della Croce Rossa di Luino e di numerosi cittadini.

“Sono molto emozionato – ha affermato il neo presidente della Provincia, Emanuele Antonelli -. Ho comunicato ai sindaci che voglio visitare ogni singolo paese per rendermi conto delle sfide da affrontare sul nostro territorio, che è molto bello e ricco di storia. Qui è stata scritta la storia 75 anni fa, che ha lasciato un segno indelebile e ci fa ritrovare qui per ricordare e valorizzare la determinazione di questi uomini che si sono sacrificati perchè l’Italia fosse libera e democratica. Noto con piacere la presenza di giovani, abbiamo il dovere morale di renderli partecipi a queste cerimonie”.

Dello stesso avviso anche il sindaco Marco Magrini, nonché consigliere provinciale: “Sono convinto che solo la consapevolezza del possesso di un patrimonio culturale da salvaguardare e tramandare ai posteri, offra il punto da cui partire per sviluppare proprio una riflessione e interpretazione della propria realtà passata e presente. La memoria di un popolo nasce e acquista consistenza, laddove esso abbia maturato una coscienza di valori che lo contraddistingue. Perciò la memoria serve principalmente a tramandare ai posteri ciò che fa onore agli umani. I casi in cui l’uomo eccelle in umanità oppure i casi in cui egli smarrisce la ragione perdendo quanto  di degno rimane di lui. Dunque bisogna stare attenti. Facciamo propri le loro gesta degli eroi passati e difendiamo con coraggio i valori che attraverso la storia abbiamo imparato a conoscere”.

Ad intervenire anche il presidente di Comunità Montana Valli del Verbano, Francesco Paglia, intervenuti sul palco insieme al capitano dei Carabinieri di Luino, il comandante Alessandro Volpini, che ha ricostruito la storia di qui terribili momenti in cui persero la vita i giovani, e al cerimoniere, Guido Calori, con la presenza della Nuova Filarmonica Giovanile Cassanese.

Una giornata, però, che è andata ben oltre il ricordo della Battaglia, facendo scoprire ai giovani varesini anche il Centro Documentale di Cassano Valcuvia, tra storia e natura dei nostri luoghi, così come la visita guidata al Ridotto di San Giuseppe e alle Fortificazione della Linea Cadorna, luogo in cui i nostri soldati erano pronti per combattere contro i nemici, anche se nel nord della provincia di Varese non ci fu un vero e proprio scontro a fuoco. Qui vi è stata anche una piccola rappresentazione con una meravigliosa e toccante scena di “Uomini Contro” di Francesco Rosi.

La giornata è terminata con la tavola rotonda “La Battaglia del San Martino e i valori della Resistenza”, nella quale sono intervenuti con le loro testimonianze Giuseppe Armocida, Ivonne Trebbi, Enzo Laforgia ed Ester De Tomasi. Un’ulteriore occasione per ricordare ancora quanto sia fondamentale ricordare la memoria dei caduti per costruire il futuro dei giovani.

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