Masciamo Primo | 5 Novembre 2018

Anche a Masciago Primo il ricordo dei valori e dello spirito di unità nazionale

L'intervento del sindaco Enzo Maffei, in occasione della giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze armate. "Impegnarci per rendere questo Paese migliore"

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Quella di ieri, domenica 4 novembre, è stata una giornata speciale per la comunità di Masciago Primo, piccolissimo paese della Valcuvia con poco più di trecento abitanti. Tra le vie del borgo le aste impugnate verso l’alto hanno fatto sventolare i tricolori, creando quell’atmosfera condivisa in ogni zona d’Italia per le celebrazioni dell’Unità Nazionale e della festa delle Forze Armate.

Ma accanto al ricordo dei Caduti locali, unito al centesimo anniversario dalla fine della Grande Guerra, i masciaghesi hanno sentito la necessità di rendere l’evento ancor più speciale e ispirati dai valori trasmessi dal sacrificio dei soldati al fronte, scolpiti nella storia della nazione, hanno reso omaggio a quelle figure che, gratuitamente e con passione, sono impegnate nel quotidiano per il bene della collettività.

Volontari che con gesti semplici, ma proprio per questo ricchi di un’autenticità che troppo spesso viene meno, hanno fornito un importante contributo per lo sviluppo e la crescita del piccolo centro, dove nonostante le comprensibili difficoltà economiche e una capacità di spesa conseguentemente molto limitata, l’ambizione di fissare dei traguardi e raggiungerli unendo le forze ha prodotto risultati concreti.

Risultati che il sindaco Enzo Maffei ha deciso di portare in piazza collocandoli affianco agli spunti di riflessione forniti dalla ricorrenza del 4 novembre, consegnando al gruppo volontari di Masciago un attestato di Benemerenza civica che certifica la bontà d’animo di ogni addetto, a cui il comune ha riconosciuto tutta la propria gratitudine.

Quello che riportiamo di seguito è il messaggio composto dal primo cittadino per l’occasione.

(Enzo Maffei, sindaco di Masciago) In questo giorno il nostro Paese, come ogni anno, fa memoria della fine della “Grande Guerra”, commemorando l’Unità Nazionale e le Forze armate.

Siamo esattamente a cento anni dalla fine della Guerra quando, dopo la controffensiva di Vittorio Veneto e la rotta delle forze austro-ungariche, il 3 novembre 1918 venne stipulato l’armistizio di Villa Giusti con la fine delle ostilità. Questa guerra costò al popolo italiano circa 650.000 caduti e un milione di feriti. In totale più di 16 milioni di morti e più di 20 milioni di feriti e mutilati, sia militari che civili, cifra che fa della “Grande Guerra” uno dei più sanguinosi conflitti della storia umana.

In questa giornata, comunque, non vogliamo celebrare la guerra in quanto tale, perché la guerra fa parte di quella radice di male che è dentro nell’uomo. Oggi vogliamo ricordare i valori e lo spirito di unità nazionale che questa ha generato. E rendiamo onore al sacrificio dei molti che sono morti o che hanno sofferto. Vogliamo ricordare i soldati e gli alpini che sono partiti anche dalle nostre valli per il fronte.  A distanza di cento anni cosa è rimasto di quel sacrifico e di quei valori? Forse stiamo un po’ meglio dei nostri bisnonni in termini materiali, ma non sappiamo dire se siamo anche più felici. I rapporti ISTAT indicano che siamo un popolo con poca speranza nel futuro anche a causa di una crisi che sembra non voglia più abbandonarci. Sicuramente viviamo più a lungo, facciamo meno figli e ci sposiamo di meno, la struttura della famiglia è cambiata insieme a quella del lavoro, sono aumentati gli stranieri ed è aumentata l’emigrazione dei nostri giovani.

Viviamo un periodo confuso sia a livello politico che sociale, dove alcune certezze del passato si sono perse assieme ai valori che ci hanno costituiti come Nazione. Ma come si riparte? Probabilmente dal basso, dall’impegno di ognuno di noi nel rendere questo Paese migliore.

Nel nostro piccolo in questi anni dieci anni di amministrazione, pur in affanno dal punto di vista economico, abbiamo cercato di rendere il comune di Masciago più bello e vivibile.

La cosa più bella che però siamo riusciti a fare è stata quella di venire incontro ai bisogni del paese e delle persone con gesti di gratuità da parte degli amministratori e di molti cittadini.

Abbiamo voluto recuperare il senso del vivere insieme, dove ognuno secondo le proprie possibilità, ha dato un contributo al bene comune. È con l’impegno di queste persone, che chiamiamo volontari, che siamo riusciti a fare molte opere e a tenere vivo e in ordine questo paese.

Così come quei semplici soldati che con il loro sacrificio hanno saputo ribaltare le sorti di una guerra, anche le persone semplici del nostro paese, con il loro lavoro e impegno sociale sapranno risollevare le sorti della nostra bella Italia.

Stiamo parlando del “Gruppo di volontari”, che hanno avuto la capacità di condividere e dedicare agli altri e al loro paese un po’ della loro vita e del loro tempo. Anche se c’è di mezzo la fatica, hanno rubato del tempo a loro e alle loro famiglie per dedicarlo al nostro paese.

Il bene comune perseguito dal volontariato, oltre che di opere, è costituito anche di rapporti, è una forma speciale di bene perché sono le relazioni tra le persone a costituire il bene più grande. Perché quando si spezzano le relazioni, non resta più niente e il Bene comune si trasforma in male comune.

Questa forma di carità, che viene anche chiamata volontariato, si è dimostrata una grande ricchezza per il nostro paese e ci ha permesso di fare cose che non avremmo mai potuto fare con le esigue risorse economiche di cui dispone questo Comune.

Per ringraziare queste persone, in data 24 ottobre il Consiglio Comunale ha deliberato di consegnare un attestato di Benemerenza civica ad ogni singolo componente del Gruppo di volontari del Comune: Eligio, Lindo, Adriano, Cesare, Aldo, Luciano, Francesco, Giampietro e Frederic.

In questa ricorrenza del 4 novembre, alla presenza del parroco di Bedero-Masciago, del “Gruppo alpini” e di tutti i cittadini, ad ognuno di loro è stata consegnata un pergamena ricordo col grazie di tutti.

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