Luino | 10 ottobre 2018

Riccardo Prando venerdì in Biblioteca a Luino presenta il suo nuovo libro “Contro la scuola”

L'assessore Pier Marcello Castelli: "Un titolo volutamente provocatorio, un libro per gli insegnanti, politici, economisti e giornalisti". Appuntamento alle 18.30

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Venerdì pomeriggio, a partire dalle 18.30, presso la Biblioteca Comunale “Villa Hussy” di Luino, il giornalista di Prealpina Riccardo Prando presenterà il suo nuovo libro, “Contro la Scuola”.

“Quello scelto dall’autore Riccardo Prando, con una trentennale esperienza di insegnamento nella secondaria di primo grado,  è un titolo volutamente provocatorio – commenta l’assessore all’Istruzione Pier Marcello Castelli -. La scuola è cambiata molto in questi anni, la strada percorsa è corretta o ha bisogno di altro? Come dice nella prefazione Rondoni è certo un libro per gli insegnanti, ma lo è soprattutto per politici, economisti, giornalisti. L’invito è quindi rivolto a tutti”.

“La scuola nasce dall’incontro tra due libertà che si guardano in faccia e si dicono: ‘Tu sei un bene per me. Senza quell’incontro e senza quelle libertà reciproci – commenta l’autore Riccardo Prando -, l’aula diventa una prigione, il sapere è ridotto a corollario, il lavoro sprofonda (da una parte e dall’altra della cattedra) in una noia mortale. Viene meno la necessità, a volte l’urgenza, spesso la bellezza di crescere insieme, insegnante e studente, in una prospettiva comune che vada molto più in là del semplice piacere-dovere di apprendere o trasmettere conoscenze. È la gioia di crescere dando – o almeno cercando di dare – senso alla vita. Non c’è altro mestiere al mondo capace di offrire un orizzonte più alto, una prospettiva più vasta”.

Per tutto questo – e scusate se è poco – sono contro la scuola – continua -. E qui parlo anzitutto di quella che conosco perché ci lavoro da oltre tre decenni caratterizzati dal passaggio epocale fra un tipo di insegnamento e formazione ancorato al ‘sapere’ ad un altro che privilegia il ‘saper fare’: è la scuola media inferiore o secondaria di primo grado. Senza dimenticare inevitabili incursioni alle elementari e alle superiori, è dunque delle ‘tre medie’ che scrivo, la scuola statale del terzo millennio ridotta a carte da riempire, moduli da crocettare, tabelle da completare, schede da definire secondo i ritmi, i tempi, i modi tipici della catena di montaggio o, se preferite, della società di massa in cui l’individuo è ridotto a numero». (Riccardo Prando)

Diceva Péguy che ogni crisi di civiltà è una crisi di insegnamento – si legge nella prefazione di Davide Rondoni -. E invece tutti coloro o quasi che hanno osservato questa crisi per cercare di capirla e domarla non hanno guardato lì, nell’insegnamento. Hanno guardato altrove: nelle banche, nelle aziende, nei vaticini quasi tutti sbagliati degli economisti, nelle prime pagine dei giornali sempre lontani dalla vita reale”.

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