Germignaga | 25 Settembre 2018

Germignaga, la storia del setificio Stehli in un documentario. Venerdì si chiude “Limes”

Dopo un intenso lavoro nei laboratori del Teatro Periferico, il progetto vede finalmente la luce. La proiezione ufficiale il 20 ottobre al Cinema di Germignaga

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Limes – Confini che s’incontrano”. L’ambizioso progetto dell’Associazione “Teatro Periferico” di Cassano Valcuvia, che vide la luce tre anni fa, partecipando al bando “Protagonismo culturale dei cittadini”, con il sostegno di Fondazione Cariplo, è giunto al suo epilogo.

Un articolato programma triennale di incontri, laboratori, eventi con lo scopo di avvicinare i cittadini italiani e stranieri ai luoghi della cultura presenti sul territorio che Paola Manfredi e i suoi collaboratori avevano ben chiaro nella mente. Le comunità di Azzio, Cassano Valcuvia, Castello Cabiaglio, Gavirate, Germignaga, Maccagno con Pino e Veddasca e Porto Valtravaglia hanno realizzato progetti specifici sotto la guida di esperti, attori professionisti, formatori, operatori culturali con competenze relative alle problematiche, alle caratteristiche, alla vocazione dei luoghi.

Ecco allora prendere forma e vita raccolte di storie, interviste, documenti, confronti tra l’uomo e l’ambiente; ricerche su costumi, usanze, linguaggi, che hanno permesso di tracciare tanti sentieri immaginari, ma percorribili con l’intensità dei ricordi, la costanza nella ricerca, la condivisione delle esperienze e delle emozioni, per arrivare ad un’unica meta: scoprire che i confini e le barriere non esistono, che non dobbiamo difenderci da alcun nemico, né temere “l’altrui/l’altrove”. Nessuno, allora, è straniero, il passato e il presente possono interagire tra loro, le generazioni dialogare usando lo stesso linguaggio, perché: “il cielo è di tutti gli occhi/di ogni occhio è il cielo intero”, come scriveva Gianni Rodari.

Anche i ricordi, allora, possono tornare alla luce di un presente ormai “morto e sepolto”, per rivivere una stagione mai realmente dimenticata, vissuta da un’intera comunità che respirò e sospirò all’ombra del grande setificio Stehli, che per intere generazioni rappresentò la “casa” dei germignaghesi. Vite intere trascorse in filatura e in tessitura, perché a quei tempi si entrava in fabbrica anche a 12 anni, “tanto i genitori ti lasciavano andare perché sapevano che così non eri in mezzo alla strada”. Così racconta Bruno Marcozzi, classe 1941, che di anni, al setificio Stehli, ne ha passati davvero tanti…

“Il lavoro che c’è, quello che manca, che si è lasciato o che si vorrebbe cambiare”: questo il filo conduttore che ha guidato la ricerca dei partecipanti ai laboratori di Germignaga, che, dopo l’operazione di raccolta delle interviste agli ex dipendenti del setificio, lo scorso anno si sono sdoppiati in due laboratori distinti: il laboratorio teatrale condotto da Dario Villa e quello di ripresa e montaggio video condotto da Valentina Malcotti.

Quest’anno i due gruppi hanno unito le loro forze per progettare e realizzare “La Stehli – Una storia”venerdì 28 settembre presso l’ex Colonia elioterapica (ore 21) come restituzione dedicata ai partecipanti di LIMES, mentre sabato 20 ottobre alle ore 11 al Cinema di Germignaga il documentario che sarà proiettato ufficialmente, in occasione dell’inaugurazione della mostra sulla Stehli. Dopo gli incontri avvenuti in biblioteca nella scorsa primavera, l’estate è stata dedicata ai sopralluoghi e alle riprese, tra l’antica sede di Obfelden (CH), dove sono state intervistate Barbara Stehli e sua figlia Bettina, e Germignaga, per ascoltare le testimonianze degli ex dipendenti Bruno e Romeo e dello storico Renzo Fazio.

Fondamentale il contributo di quest’ultimo, che contemporaneamente stava raccogliendo materiale per il libro “Terra di seta”, che sarà presentato sabato 20 ottobre in occasione dell’apertura della mostra dedicata al setificio Stehli e della proiezione ufficiale del documentario. Proprio Renzo Fazio è stato il “gancio” che ha permesso l’incontro di Obfelden, durante il quale è stato possibile anche ammirare la trasformazione dell’ex “casa madre” dello storico setificio in una serie di accoglienti loft, frutto di un’attenta opera di ristrutturazione rispettosa delle esigenze di conservazione dei vecchi elementi architettonici.

Ma il cuore pulsante del filmato è rappresentato dagli spazi dismessi della fabbrica germignaghese, nei quali Valentina Malcotti, con Emanuele Borin, Dino Rapati, Dario Villa, Matteo Mantovani, Davide Premoselli e le attrici Mirella Bellato, Elena Brocchieri, Costanza Carboni, Milena Paladini, Gabriella Riva e Marta Simonetta ha ambientato alcuni “quadri” nei quali sono stati rappresentati momenti emblematici delle lunghe giornate di lavoro: dalla centralinista alle prese con le telefonate seduta al bancone della reception, alle operaie di fronte agli spogliatoi mentre chiacchierano indossando le divise; dall’accoglienza di una giovane neo assunta da parte di una più anziana collega a un momento di pausa davanti alla finestra, fumando una sigaretta.

Ecco allora che lo spazio/tempo si dilata, diventando un continuum senza limiti, per restituire alla gente una favola mai dimenticata: “Limes – Confini che s’incontrano”.

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