Varese | 13 settembre 2018

Varese in controtendenza: in provincia diminuiti gli incidenti mortali sul lavoro. “Ma non è abbastanza”

L'onorevole Invidia: "La metà degli incidenti ha coinvolto over 50, dovuto agli innalzamenti delle soglie pensionistiche della legge Fornero. La Quota 41 una soluzione"

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“Sono felice e speranzoso nel notare che gli incidenti mortali sul lavoro sono in diminuzione nella provincia di Varese, nonostante purtroppo, per colpa di atti scellerati contenuti nel Jobs Act e Riforma Fornero, nel resto di Italia siano comunque in crescita”. Queste le parole di Niccolò Invidia, onorevole alla Camera dei Deputato tra le file del M5S, in una nota sugli incidente mortali sul lavoro.

“I dati rilasciati da Regione Lombardia, sulla base delle segnalazioni delle Ats locali, fanno emergere un trend in discesa sugli infortuni lavorativi nella nostra provincia, in controtendenza con i dati nazionali. Rimane comunque allarmante il riscontro di incidenti a livello lombardo, in cui vi sono stati, nel periodo compreso tra il 1 gennaio e il 31 agosto, 32 incidenti mortali, pari a quelli accaduti nell’intero 2017”.

Dati più rassicuranti emergono dal rapporto di Ats-Insubria, che parla di un unico caso nel Varesotto. “Da varesino esprimo sollievo ma c’è molto su cui lavorare e dobbiamo farlo in fretta – ha proseguito l’on. Invidia -. Infatti un punto sconcertante, che necessita una soluzione nel più breve periodo possibile, è che nella nostra provincia la metà degli incidenti con esito mortale ha coinvolto persone con un’età superiore ai 50 anni. Questo senza ombra di dubbio è dovuto agli innalzamenti delle soglie pensionistiche dovute alla legge Fornero, che sta portando ad un aumento esponenziale di questi casi. Noi crediamo fermamente che la soluzione sia la Quota 41, ovvero la possibilità di andare in pensione con almeno 41 anni di contributi. Ovviamente si tratterebbe di una pensione anticipata rispetto all’età per andare in pensione di vecchiaia, elemento da riformare anch’esso, ed accessibile non solo ad alcuni lavoratori precoci come la Quota 41 ora in vigore. Assurdo che una persona anziana sia costretta ad affrontare lavori spesso usuranti, con contratti ‘flessibili’, ma sarebbe meglio chiamarli contratti farsa, per arrivare alla pensione dopo molti anni di sacrifici e contributi versati, quando ci sono giovani non occupati che necessitano di lavorare e imparare un mestiere”.

“La sicurezza sul lavoro – ha continuato -, soprattutto quando i mercati sono depressi, è tornata ad essere una priorità nell’agenda del Governo e del Parlamento. Il Decreto Dignità, al quale in Commissione Lavoro abbiamo lavorato a stretto contatto con il Ministero del Lavoro e dello Sviluppo Economico, è stato legiferato proprio per porre fine alle situazioni di precariato e mancata sicurezza, mettendo al centro il ruolo del lavoratore e dell’essere umano che, anche nelle situazioni più disperate, non deve trovarsi nelle condizioni di accettare proposte di lavoro che non offrano adeguate tutele e garanzie”.

“L’altra principale problematica sui cui vogliamo accendere le luci e fare chiarezza riguarda i numerosi prestatori, che lavorano in appalto o subappalto e si trovano solitamente in gravi carenze d’informazione sulle norme di sicurezza. Noi vogliamo massima chiarezza e trasparenza su chi gestisce cosa e di cosa è responsabile. Non di meno ogni azienda deve essere munita dei sistemi di sicurezza per il personale ed essere informata sulle varie norme. Metteremo fine all’attuale sistema lavorativo corrotto creato negli ultimi 10 anni – ha concluso l’on. Invidia -, senza tutele e chiarezza, che mette in pericolo cittadini, lavoratori e imprenditori onesti”.

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