Con la prima campanella di lunedì mattina, gli alunni della Scuola Primaria “Giuseppe Grandi” di Valganna hanno ripreso posto all’interno delle loro aule per l’inizio del nuovo anno. Uno scenario pressoché identico a quello di qualsiasi istituto italiano, arricchito però da un generale clima di festa voluto appositamente per accogliere i giovani studenti con palloncini appesi alle pareti e sorrisi impressi sui volti del corpo insegnanti.
Una festa foriera di buoni propositi interrotta improvvisamente da un gesto consumatosi nella notte tra lunedì e martedì, quando alcuni vandali hanno raggiunto l’esterno dell’edificio, situato in via Tabacchi, per apporre sui muri la loro indesiderata firma, imbrattando con la vernice una porta d’ingresso e la facciata posteriore.
Il gesto, consumato seguendo uno degli accorgimenti tipici per questi inqualificabili comportamenti, ovvero con il favore dell’oscurità, ha lasciato senza parole il sindaco del paese Bruna Jardini, che oggi ha affidato il suo sfogo alle pagine de La Prealpina: “Questi imbecilli dovrebbero tornare sui banchi per imparare l’educazione – ha commentato il primo cittadino, senza nascondere l’indignazione -. E dovrebbero vergognarsi per quello che hanno fatto”.
Tra le parole del sindaco, dense di rabbia per la spiacevole sorpresa, si colloca tuttavia un altro particolare che dovrebbe indurre i responsabili, al momento ancora ignoti, a comprendere la gravità di quanto perpetrato e di conseguenza, come evidenziato da Jardini stessa nel suo commento, a provare vergogna. Lo sgomento di chi vive ogni giorno tra i locali della scuola “Giuseppe Grandi” è infatti connesso anche ai numerosi sacrifici, compiuti dall’amministrazione durante gli ultimi anni, per provvedere alla riqualifica della struttura con diversi interventi di manutenzione, completi tra le altre cose di opere di tinteggiatura.
Impegni economici che hanno inciso notevolmente sulle casse comunali, già afflitte da una capacità di spesa limitata, e che dovranno ora coincidere con un ulteriore sforzo per rimediare al danno prodotto.
“Non possiamo lasciarla adesso così – sottolinea in conclusione Bruna Jardini, sempre tramite il quotidiano locale -, dobbiamo pensare ad un nuovo intervento per cancellare quei vergognosi imbrattamenti“.
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