Dumenza | 12 Settembre 2018

Dumenza, emergenza siccità al monastero dei monaci benedettini

I disagi proseguono da giorni, mentre i Vigili del fuoco riforniscono la struttura tramite le autobotti. Il sindaco Peruggia: "Al lavoro per ripristinare il servizio"

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Sono giorni complicati per la Comunità Monastica Ss. Trinità di Pradecolo, alle prese con un imprevisto che ha alterato il regolare ciclo di funzioni, non solo spirituali, che scandiscono i ritmi quotidiani dei quindici monaci benedettini presenti all’interno della struttura, situata ai piedi del monte Lema.

Da domenica infatti, come riporta oggi il quotidiano La Prealpina, i religiosi si trovano a fronteggiare la mancanza totale di acqua, dovuta probabilmente ad un esaurimento delle risorse contenute nel bacino che rappresenta l’unica fonte per le esigenze del monastero.

La comunità infatti, fondata nel 1989 ma a Dumenza dal 2005, in seguito a numerosi trasferimenti avvenuti dentro e fuori i confini lombardi, non possiede un collegamento con l’acquedotto comunale, complice soprattutto la distanza del luogo dal centro abitato. Il problema in altre parole si chiama “siccità“, come conferma il sindaco del paese, Valerio Peruggia, interpellato dal quotidiano locale.

Il primo cittadino ha inquadrato la questione come prioritaria, mentre i tecnici attivati dall’amministrazione sono attualmente al lavoro per ottenere un quadro più chiaro e definito di quanto accaduto. Nel frattempo l’allarme ha raggiunto anche la Prefettura e Vigili del fuoco, impegnati nelle ultime ore a bordo delle autobotti per riempire il bacino che alimenta i rubinetti del monastero.

Rubinetti che, accanto alle necessità primarie legate all’igiene personale e a servizi come cucina e lavanderia, interamente gestiti dai monaci, sono inoltre alla base di diverse importanti mansioni ricoperte dai membri della comunità, che da tempo si occupano del restauro di libri antichi, della produzione di ceri artistici e della lavorazione di cuoio e pelle, il tutto all’interno di appositi laboratori presenti nell’edificio.

Si attende dunque la pioggia per il ripristino del regolare flusso d’acqua che dal bacino raggiunge il monastero, mentre la mobilitazione generale dei diversi soggetti coinvolti, non può che confermare il giudizio espresso dal sindaco Peruggia nei confronti dei religiosi. “Un gruppo di persone che si è sempre mostrato collaborativo con le autorità – ha sottolineato il primo cittadino nel concludere il suo intervento sulle pagine de La Prealpina -, un valore aggiunto per il nostro territorio“.

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