Germignaga | 9 Settembre 2018

Germignaga, ricordi dal passato: all’osteria “Ghicc” per giocare a “Quarantotto”

Dalla pagina Facebook dedicata alla storia del paese, emerge il racconto di una particolare variante delle bocce praticata presso il noto locale del rione Cantun

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Passeggiando per il centro storico, a ridosso del torrente San Giovanni nel rione “Cantun”, lo sguardo di un germignaghese doc, perso nei ricordi dell’epoca in cui quella zona era da tutti conosciuta come la riva della “Fiumm”, si è soffermato sullo spazio a bordo del viale un tempo occupato dalla storica osteria del “Ghicc”.

Un locale oggi materialmente scomparso, che torna però in vita grazie ad uno scatto in bianco e nero postato dal cittadino narratore, in veste di utente, sul gruppo Facebook “Germignaga, ricordi dal passato”, sempre al centro di interessanti spunti connessi alle memorie del luogo.

L’elemento centrale di questa foto è un arco che rappresentava il punto di accesso al locale, presso cui gli affezionati, come ricorda il testo della “Canzone di Germignaga”, lode ai tratti caratteristici e più popolari del piccolo centro in riva al lago, non si recavano “solo per bere”.

E se il testo della canzone non fornisce ulteriori dettagli circa le attività praticate tra quelle mura, è ancora una volta la memoria, stimolata dall’incontro con altri testimoni, ad interrompere le svariate allusioni del caso per fare chiarezza.

Una delle ragioni per cui gli uomini del paese si recavano al “Ghicc” è legata alle bocce, intese come sfere metalliche della disciplina sportiva che vanta una tradizione tra le più antiche in assoluto. Per mettere mano alle bocce del “Ghicc”, tuttavia, non era sufficiente possedere una buona mira unita al desiderio di trascorrere qualche ora in compagnia. In quel cortile chi calcava il campo doveva avere ben presenti le regole del “Cìperi”, variante del gioco in voga dal Cantun al circolo Acli di piazza Partigiano.

“C’era al centro del campo in terra battuta un chiusino in pietra con un buco nel mezzo – si legge tra le righe del post – dove veniva piazzato il pallino accanto a quattro fori disposti a rombo, sede delle quattro bocce. Il gioco avveniva unicamente con tiro “al volo”, preceduto dall’obbligo di dichiarare la boccia esatta da colpire”.

Il numero massimo di punti realizzabili, seguendo le informazioni consegnate alla pagina del social network, identificava probabilmente una seconda denominazione con cui il passatempo era riconosciuto nel Luinese: “Quarantotto”.”Veniva praticato anche nella vicina Creva presso la trattoria ‘Beltempo’, nota come ‘il Boeucc’ – sottolinea la fonte germignaghese -, dove negli anni Cinquanta del secolo scorso si formò il Gruppo Bocciofilo Edera 48“.

Anche il “Cìperi”, o “Quarantotto” che dir si voglia, possedeva al pari di ogni altro sport il suo fuoriclasse, dotato di un talento inarrivabile per avversari e compagni. “Uno dei maestri di questo gioco era un certo ‘Pedrin Carnera‘, detto ‘il manina d’oro del Cìperi‘”, un fenomeno nell’eseguire quello che per la gente del “Ghicc” era senza dubbio il colpo più spettacolare.

Un colpo che avveniva dichiarando contemporaneamente pallino e boccia, per poi raggiungerli entrambi mediante il tiro con precisione millimetrica.

(Foto di copertina tratta dalla pagina Facebook “Germignaga, ricordi dal passato”)

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