Bedero Valcuvia | 4 Settembre 2018

Bedero Valcuvia, la comunità ecuadoriana in festa per la loro “Virgen”

Come da tradizione la Comunità Pastorale di Bedero-Masciago ha accolto fedeli arrivati anche da Milano e Piacenza. Si sono contate in tutto circa 800 persone

Bedero Valcuvia, la comunità ecuadoriana in festa per la loro
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(articolo di Cesi Colli)

Gli emigranti, nel loro spostarsi, insieme alla loro valigia, portano con sè, ovunque vadano, le modalità espressive peculiari della loro cultura, la ricchezza della loro fede e delle loro tradizioni, a volte accompagnate da una religiosità popolare intensa e da ciò che il passato ha impresso nel loro cuore. Particolarmente sentita, presso la popolazione dell’Ecuador, è la devozione a Maria, venerata soprattutto nel santuario del “Cisne”.

Ogni anno, verso la fine di agosto, la comunità ecuadoriana del varesotto si raduna a Bedero Valcuvia per ricordare e festeggiare la loro “Virgen”. Dopo un mese di preghiere e suppliche domenicali in lingua spagnola in preparazione alla celebrazione principale, che si è svolta domenica 2 settembre, la nostra Comunità Pastorale di Bedero-Masciago ha accolto, per condividere una giornata di preghiera e di festa, fedeli venuti non solo dal varesotto, ma anche dal milanese e dal piacentino, accompagnati dal console dell’Ecuador: fratelli nella fede da incontrare e ascoltare, con cui camminare e crescere unitamente. Quest’anno, si sono contate in tutto circa ottocento persone.

El Cisne è un piccolo villaggio di contadini, fatto di casupole dal tetto di lamiera. Alla sommità di una ripida montagna, imponente e maestoso, sorge il bianchissimo santuario gotico, in cui dal 1594, anno in cui sarebbe apparsa a due indigeni, si venera la “Virgen”: è la madre circondata dai suoi figli più poveri, campesinos e indios, che trovano in lei conforto e rifugio perché madre attenta e premurosa. Il simulacro di Maria è una piccola statua con il bambino in braccio, intagliata alla fine del XVI secolo, rivestita con abiti preziosi, secondo la tradizione latino-americana, con ha una lunga parrucca di riccioli, da cui l’appellativo famigliare di «Churona» (ricciolona). Le «prioste» si occupano degli abiti e delle parrucche della statua e diventare una di loro viene considerato un privilegio e un segno di predilezione.

Que bella eres, Reina del Cisne, qué bella eres”, ha cantato l’assemblea durante la S. Messa, celebrata in spagnolo dal parroco di Bedero, e nelle preghiere e nei canti alla Virgen le voci dei fedeli sembravano trovare più forza.

Come sempre, è stato bello ritrovarci in chiesa durante la S. Messa tutti assieme, ecuadoriani e italiani: momento di grande partecipazione, in cui la nostra comunità si è sentita una grande famiglia, che trova il suo centro, la sua vera identità e il suo “cuore” nell’accogliere e nell’aprirsi all’altro; al tempo stesso, è stato tempo di grande raccoglimento perché abbiamo avvertito di essere di fronte a quella Mamma che ci conosce, che ci segue sempre nelle nostre vicende personali, gioie, dolori, difficoltà, proteggendoci e sostenendoci con il suo amore tenerissimo.

Ha fatto seguito la processione per le vie del paese, con il simulacro della Virgen portato a spalla per le vie. Un pranzo speciale, con i tipici piatti del Sud America, offerto gratuitamente dalla comunità dell’Ecuador a tutti i presenti, ha radunato tutti in festosa convivialità. Una terra sorprendente l’Ecuador, che racchiude una varietà di musiche preziose e di danze vivaci, che si sono esibite sul palco nel corso del pomeriggio: un piacere per la vista e per gli occhi che rimarrà a lungo, anche a festa finita…

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