Brezzo di Bedero | 4 Settembre 2018

A Brezzo di Bedero “Una cena alla Scala”, grande successo tra buona musica e cucina

È stata un'ottima occasione per stare insieme e lasciarsi sedurre dall'ottima musica proposta e dalle delizie dello chef dell'Osteria D'Alberto

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(articolo di Roberto Bramani Araldi)

Il 31 agosto la tensostruttura di Brezzo di Bedero decideva d’indossare l’abito di gala: basta vestiti casual, era giunta l’ora dello smoking! Sconfitta per una volta la cultura della salamella ad oltranza. Così, per una sera, cena apparecchiata su tavoli che ostentavano una compassata eleganza, con tanto di nomi dei prenotati, schierati con ordine per lasciare al centro lo spazio per il pianoforte a coda e per l’esibizione danzante dei cantanti, quando la sceneggiatura lo richiedesse.

Per fare un po’ di chiarezza, la serata prevedeva uno schema veramente ben congegnato. Le portate della cena – antipasto, primo piatto, secondo, dessert – dovevano essere alternate da quattro pezzi musicali, in un contrasto fra ottimo cibo e buona musica davvero sorprendente e suggestivo.

Un centinaio le presenze, servizio ai tavoli orchestrato – e non poteva essere altrimenti, visto l’impostazione musicale! – dall’ideatore Piero Maganza, supportato da una schiera di giovani e giovanissimi timorosi, ma attenti ed efficienti, e romanze d’opere e operette, dolci, affascinanti, cantate con maestria da Giorgio Valerio, Giovanna Aquilino, Monica Mariani  e Giuseppe Veneziano, completavano il quadro del “teatro”.

Parlare di quadro è sicuramente appropriato, considerata l’esposizione dei pregevoli acquarelli di Gianluigi Poggio, alle spalle del tavolo degli artisti. La romanza “Il factotum” del Barbiere di Siviglia di Rossini apriva in modo travolgente, seguita da pezzi celebri d’operette – Lehar, Ranzato, Petri – e d’opere – Puccini, Verdi, Mozart – che suscitavano allegria e trasfiguravano il “tendone” in un rimbalzare di note, di melodie sempre più avvincenti. Il culmine con “Tu che m’hai preso il cor” di Lehar, interpretata con sopraffina sensibilità tanto da scatenare, al termine, un applauso lungo, scrosciante, durato quasi due minuti.

Ad armonizzare ulteriormente la serata il menu, ben articolato dallo chef dell’Osteria D’Alberto di Brissago Valtravaglia, che governava la cucina, nella quale si muoveva con naturalezza addirittura il Presidente della Pro Loco Pietro Birtolo, co-organizzatore della serata.

Esigui i Bederesi presenti – gli ex-sindaci Boldrini e Urbani, il segretario della Bocciofila Antonio Todeschini e pochi altri -, la maggior parte provenivano dai centri limitrofi a prestigio della Pro Loco, poiché quando una manifestazione attira non solo i locali, ma anche e soprattutto gli esterni alla comunità, soddisfa il principio di promuovere veramente il territorio nel quale opera.

Come poteva concludersi “La cena alla Scala” dopo il dessert? Ma è ovvio: con Verdi, con il Libiamo della sua Traviata! Bicchieri levati in alto, cantanti a fare cin-cin con il pubblico in un’apoteosi gioiosa, in una serata indimenticabile!

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