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Roma | 24 Luglio 2018

“Aree di Confine”, Confartigianato Varese: “Una vittoria del dialogo, dell’ascolto e delle sinergie”

Lo scopo è quello di tutelare i lavoratori che scelgono la permanenza in aziende italiane entro i 20 km dal confine svizzero, con un aumento in busta paga

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Il progetto di legge Aree di Confine è ufficialmente diventato proposta di legge ed è stato depositato alla Camera dei Deputati. L’annuncio è arrivato nel pomeriggio di ieri, lunedì 23 luglio, a poche ore dall’incontro nella sede di Confartigianato Imprese Varese con il Sottosegretario al Lavoro e allo Sviluppo Economico Dario Galli.

La proposta “Regime fiscale incentivante per i lavoratori nelle aree di confine”, così come il progetto a cui si ispira, punta ad aumentare il netto in busta a beneficio dei lavoratori che sceglieranno di rimanere nelle aziende italiane con sede entro i 20 km dal confine con il Canton Ticino. Il primo firmatario è il deputato leghista Matteo Bianchi.

“Da questo momento in poi sarà fondamentale il supporto di tutte le forze politiche di entrambi i territori e non solo”. Parole del presidente di Confartigianato Imprese Varese, Davide Galli che, con l’associazione di viale Milano, ha lavorato per oltre un anno per arrivare alla definizione di un progetto che ha raccolto il consenso di imprese e amministrazioni comunali, oltre che il supporto diretto di Confartigianato Imprese Como.

Tutto era partito dal primo atto sperimentale del progetto “ImpresAperta”, attuato da marzo a giugno 2017 da Confartigianato Imprese Varese con l’allora presidente del consiglio regionale della Lombardia, Raffaele Cattaneo, con l’obiettivo di raccogliere la voce delle aziende e portarla sui tavoli istituzionali. Di qui la presa d’atto delle forti criticità del Luinese nel trattenere in azienda le migliori professionalità tecniche a causa del dumping salariale esercitato dalle imprese del Canton Ticino e l’avvio di un percorso di ascolto e sintesi finalizzato a sostenere un progetto di legge che mira ad aumentare il netto in busta a favore dei lavoratori italiani operanti in strutture produttive in territorio italiano entro i 20 chilometri dal confine.

Davide Galli ha anche ricordato che il progetto prevede un pacchetto formativo messo a punto grazie all’attività dei professionisti di AreaLavoro e della scuola di formazione permanente VersioneBeta, nonché a competenze interne all’associazione. Ora “la disponibilità del deputato Matteo Bianchi sposta tutto sul piano nazionale ed è lì che ci aspettiamo di raccogliere ulteriori consensi e convergenze trasversali” ha ribadito Galli.

La proposta di legge potrebbe valere per tutti i territori di confine con Paesi stranieri, mantenendo intatto l’obiettivo finale: trattenere in Italia, e nelle aziende locali, le professionalità formate in loco a sostegno di tutte le forme di imprenditorialità e, in particolare, delle attività manifatturiere.

L’approdo in Parlamento è dunque un passaggio importantissimo ma è da considerarsi l’inizio di un nuovo e probabilmente non facile iter. “Al netto del risultato, questo provvedimento rappresenta comunque, per noi, un modo far arrivare alle massime istituzioni nazionali una richiesta forte ed esplicita di attenzione nei confronti di territori che, per loro natura, subiscono il peso del dumping salariale esercitato da territori dove il cuneo fiscale è nettamente inferiore rispetto a quello italiano”.

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