Varese | 16 luglio 2018

Stop al Ceta, le Pmi si ribellano: “Lavoriamo per portare le imprese oltreoceano. Scelta incomprensibile”

Il dg Colombo: "Sgomento per le dichiarazioni rilasciate dal ministro Di Maio. Affossare l’accordo con il Canada sarebbe un grave errore strategico"

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Mentre i ministri dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio e delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio sono sempre più orientati ad arrestare la marcia europea per la ratifica dell’accordo economico e commerciale siglato dall’Ue con il Canada, aumenta il numero delle imprese varesotte interessate a conoscere da vicino le opportunità offerte dal “Comprehensive Economic and Trade Agreement” (Ceta) in vigore, in modalità provvisoria, dallo scorso settembre.

A luglio 2017 abbiamo siglato un accordo di collaborazione con la Camera di Commercio Italiana dell’Ontario – ha spiegato Mauro Colombo, direttore generale di Confartigianato Imprese Varese e ad della società di servizi Artser – e abbiamo promosso un seminario informativo e una trasferta al ‘Think Canada Global Business Summit’ di Toronto, uno dei più importanti eventi dedicati agli investitori interessati ad avviare rapporti con il Canada. Il tutto a beneficio del sempre più elevato numero di piccole e medie imprese della provincia di Varese e della Lomellina interessate a scoprire nuove opportunità di business”.

Ora Confartigianato si prepara al tris, con la web-conference che, mercoledì 18 luglio, diventerà l’occasione per guardare con ancora maggiore interesse all’economia canadese, con un focus sull’area di Toronto e dell’Ontario e sulle relative opportunità di business. “Abbiamo permesso alle aziende di toccare con mano quanto solido e sicuro sia il mercato canadese – ha proseguito Colombo – e auspichiamo che Governo e maggioranza parlamentare riflettano con attenzione prima di mettere la parola fine a un accordo che apre alle imprese un mercato nuovo e in costante espansione”.

Un mercato interessante per le aziende, anche per la febbrile valorizzazione di un’architettura moderna ed ecosostenibile tipica delle “capitali” canadesi (Ottawa, Toronto, Montreal e Voncouver). Ceta, infatti, permette il riconoscimento del requisito professionale ai tecnici del settore casa e consente alle imprese italiane la partecipazione agli appalti pubblici locali a tutti i livelli di governo, province incluse. Appalti ai quali studi di architettura e di ingegneria potranno aderire in rete con imprese di costruzioni, che rappresentano ad oggi una cospicua parte della spesa pubblica del Paese.

“Per tutte queste ragioni è totale la nostra contrarietà all’annullamento del Ceta – ha aggiunto Colombo -. Nel giorno in cui viene pubblicato in Gazzetta ed entra ufficialmente in vigore il decreto dignità, con la relativa e assai poco comprensibile stretta ai contratti a termine, cresce ulteriormente lo sgomento per le nuove dichiarazioni rilasciate da un ministro che dovrebbe tutelare lo sviluppo economico e l’economia del Paese nel suo complesso”.

Affossare l’accordo con il Canada sarebbe un grave errore strategico oltre che un fattore di impoverimento di quelle imprese che avevano trovato oltreoceano uno sbocco per l’export” conclude.

Ad ogni modo il seminario ci sarà e l’associazione continuerà a sostenere le relazioni con la Camera di Commercio Italiana dell’Ontario, forte del fatto che, tra l’ottobre 2017 e il febbraio 2018, le nuove misure introdotte dal Ceta hanno garantito un impatto positivo sulle esportazioni – seppure parzialmente -, con l’Italia ottavo fornitore mondiale del Canada e dodicesimo mercato di destinazione per i prodotti canadesi.

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