La giunta regionale ha approvato la delibera che dà avvio al bando di finanziamento per la promozione dei processi di bonifica e di rigenerazione dei siti potenzialmente contaminati a favore dei soggetti pubblici e privati (non responsabili della contaminazione) per la caratterizzazione e la redazione di studi di fattibilità urbanistico edilizia.
“In Lombardia abbiamo censito i siti contaminati e quelli potenzialmente contaminati. La Regione intende favorire processi di rigenerazione per attuare concretamente politiche territoriali, in particolare di aree industriali dismesse, abbandonate o sottoutilizzate, che risultino compromesse da fenomeni di inquinamento ambientale – ha sottolineato l’assessore all’Ambiente e Clima di Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo commentando la delibera -. Un contributo finanziario finalizzato ad avviare e promuovere la riqualificazione urbanistico-territoriale. Ciò consentirà di fornire ai futuri investitori e sviluppatori elementi fondamentali per un efficace e adeguato riuso e recupero di aree compromesse e degradate anche nell’ottica della riduzione di consumo di suolo”.
I criteri individuati per il bando hanno la finalità di promuovere l’avvio dei processi di bonifica e di rigenerazione dei siti potenzialmente contaminati, incentivando economicamente la redazione di Piani di Caratterizzazione e loro esecuzione e gli studi di fattibilità urbanistico-edilizia, necessari e propedeutici alla riqualificazione e al recupero delle aree potenzialmente contaminate.
La dotazione finanziaria complessiva del bando è pari a 500mila euro. L’importo massimo riconosciuto per ciascuna attività, finanziato tramite fondo regionale, e non potrà essere superiore a 50 mila euro per la redazione del Piano di caratterizzazione o integrazione/aggiornamento dello stesso; 100mila euro per l’esecuzione del Piano di caratterizzazione; 25 mila euro per la redazione dello studio di fattibilità urbanistico-edilizia. Sono ammessi a incentivazione: soggetti pubblici e privati proprietari o comunque in possesso di titolo legittimante la detenzione delle aree interessate, non responsabili della contaminazione e i comuni che intervengano d’ufficio.
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