“Un batuffolo bianco adagiato sull’estremità di un ramo. ‘Ma che cos’è?’. ‘Un pericolo: è il nido di bruchi che pungono e divorano le piante’. Ci siamo, anzi ci risiamo. Con l’arrivo della stagione calda, ma già dalla primavera, si riaffaccia il problema della processionaria, insetto peloso e infestante che aggredisce, in particolare, i pini e le querce. È necessario correre ai ripari.
Questo è l’invito, anzi l’obbligo stabilito dal Comune di Valganna che ha firmato un apposito provvedimento, in vigore dall’inizio di maggio: viene chiesto ai proprietari di aree verdi e di boschi di effettuare ispezioni e verifiche sulle piante. L’obiettivo è proprio quello di accertare l’eventuale presenza di nidi; nel caso di riscontro purtroppo positivo, scatta il dovere di rimuovere questi “batuffoli” e mettere in atto la prevista profilassi, avvalendosi di ditte specializzate. Non è facile, certo, ma è indispensabile. Anche perché, come sottolinea l’ordinanza firmata dal sindaco Bruna Jardini, la lotta alla processionaria non è rimessa alla “sensibilità” dei singoli comuni ma si tratta di una contromisura obbligatoria su tutto il territorio nazionale.In Valganna, come in Valcuvia e in genere tutto l’Alto Varesotto, il problema è particolarmente sentito in quanto abbondano le distese di piante. E dunque, occorre prestare attenzione a questo fenomeno.
I privati, qualora dovessero appunto accertare la presenza della processionaria, sono tenuti a proprie spese a provvedere alla rimozione. Il Comune, come specificato nell’ordinanza, si occupa a sua volta delle aree di propria competenza. Ma l’insetto in questione, che si caratterizza per i peli urticanti, rappresenta una minaccia anche per l’uomo (irritazioni) e soprattutto i cani che venendo a contatto con la bocca possono andare incontro a conseguenze allarmanti.”Nelle forme larvali questi insetti – si legge nell’ordinanza – questi insetti possono avere effetti sanitari negativi sulle persone che risiedono o frequentano le aree interessate da tale infestazione, in quanto i peli sono fortemente urticanti e pericolosi al contatto, sia cutaneo che delle mucose degli occhi e delle vie respiratorie, soprattutto in soggetti particolarmente sensibili”.
Attenzione viene chiesta anche alle operazioni di rimozione: i rami con nidi non devono essere gettati tra i rifiuti, anche se vegetali, che confluiscono nelle aree di smaltimento comunali.
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