L’ambulatorio d’analisi del Centro MTS (Malattie Trasmissibili Sessualmente), ospitato nell’area dell’ATS di Varese, è ancora chiuso da gennaio 2017. A ricordarlo il Gruppo Salute di Arcigay Varese che ne chiede l’immediata riattivazione, dopo il sigillo a seguito della legge regionale n. 23 del 2015 sulla sanità locale e la promessa riapertura in tempi brevi con la nuova ASST dei Settelaghi.
“Abbiamo avuto un incontro con l’ATS Insubria, al quale doveva anche partecipare il Direttore Sanitario della ASST, Callisto Bravi. Purtroppo nonostante la disponibilità dei rappresentanti dell’ATS, non si ha avuto seguito alle promesse di apertura del nuovo centro a inizio 2018” ha dichiarato Tommaso Tramonte, coordinatore del Gruppo Salute.
La mancanza di un centro MTS in un capoluogo di provincia è un disservizio sanitario e un disagio non solo per la comunità LGBTI (Lesbiche, Gay, Bisessuali, Trans, Intersessuali) ma per tutta la popolazione. Chiunque voglia effettuare un test in anonimato è costretto a ripiegare sul centro MTS di Como presso all’ospedale Sant’Anna e al servizio d’analisi per il solo virus dell’HIV a Busto Arsizio presso l’ospedale di Circolo.
Oggi si stima che quasi 6000 italiani siano affetti da HIV e che ne siano totalmente all’oscuro, un rischio per sé e per la popolazione. Tutte le malattie sessualmente trasmissibili – come Epatiti A, B e C, Gonorrea e Clamidia – hanno avuto un incremento nelle diagnosi e causa di questo fenomeno è la disinformazione sull’argomento. Un centro attivo solo per una consulenza telefonica di certo non aiuta ad arginare la situazione.
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