Germignaga | 20 Maggio 2018

Germignaga, “Sbalzi emotivi nostri e loro: riflettiamoci”

"Importante avere il coraggio di stimolare all’alternativa, far nascere nei bambini questo desiderio, per dare loro un’offerta formativa diversa"

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Venerdì 18 maggio, presso l’ex Colonia Elioterapica, si è svolto il secondo incontro organizzato da A.Ge.Va. (Associazione Genitori della Valtravaglia) nell’ambito dell’iniziativa “Crescere insieme”, per favorire un confronto aperto sulle dinamiche di sviluppo dei figli, in collaborazione con l’ICS di Germignaga e il patrocinio del Comune. La dottoressa Francesca De Taddeo del consultorio “Famiglia” di Cadegliano Viconago questa volta si è occupata di “Sbalzi emotivi nostri e loro: riflettiamoci”. Nella prima parte della serata la relatrice ha fatto un’analisi dettagliata  dei meccanismi che danno origine alle emozioni, alle loro funzioni, alla comunicazione non verbale, soprattutto in quei bambini che hanno difficoltà ad esprimere a parole il loro lato emotivo.

Si è parlato di emozioni primarie e secondarie, di relazioni affettive e soprattutto di intelligenza emotiva. Si è tracciata l’evoluzione nello sviluppo delle emozioni, a partire dal primo mese di vita, quando queste sono risposte a processi biologici legati alla sopravvivenza, fino al turbinio emotivo dell’adolescenza e ella pubertà, definita, quest’ultima,  come “il timing di scompenso ormonale, fisico ed emotivo”. Sconvolgente, sotto certi aspetti, scoprire che, già all’età di 3/4 anni, un bambino incomincia a mascherare le emozioni e a 6 anni è in grado di modificare l’espressione emotiva per ingannare l’altro.

La dottoressa De Taddeo ha affrontato i più comuni sentimenti, quali la gioia, la tristezza, la rabbia e la paura, anche rispetto al delicato tema della morte. “Quando un adulto ne parla, si esprime dicendo ‘è mancato…’, perché per noi adulti è difficile verbalizzare la tristezza rispetto a una perdita. Ma quando un bambino vede uno stato di tristezza, ha bisogno di conferme da parte dell’adulto. Ecco perché noi psicologi suggeriamo di far vedere la persona che si è addormentata per sempre, perché il bambino, quanto più è piccolo tanto più ha bisogno di concretezza e se non affronta la tristezza dell’adulto, questa si trasforma in paura”.

Il significato psicologico delle emozioni in adolescenza è molto diverso rispetto all’infanzia, perché a 13/14 anni nelle ragazze si assiste ad una diminuzione delle emozioni a valenza positiva, che le porta verso uno stato di tristezza, mentre i ragazzi hanno frequenti condotte esternalizzanti, che sfociano in rabbia. Ecco perché, vittime dei loro sbalzi emotivi ed ormonali, danno del filo da torcere a genitori ed educatori. Come comportarsi, dunque? Come diventare genitori più competenti ed efficaci nello stimolare l’intelligenza emotiva dei nostri figli? “Permettiamo loro la sperimentazione, incoraggiamoli a parlare di ciò che accade fuori e dentro, promuoviamo l’autoregolazione, rispettiamo i loro ritmi individuali, non banalizziamo il loro vissuto emotivo, siamo comprensivi ed accoglienti, legittimiamo all’emozione guidando alla modulazione”.

Suggerisce la dott.ssa De Taddeo, consigliando una strategia utile anche agli insegnanti, di fronte a bambini vittime di uno sconvolgimento: “Mi sto rendendo conto che c’è qualcosa che non va, ti vedo molto arrabbiato oggi. Io lo so. Quando te la senti, se ti va ne parliamo”. Vivace, stimolante e ricco di spunti di riflessione il serrato dibattito ella seconda parte della serata, con numerosi interventi di genitori e insegnanti. La psicologa, con fermezza, ha ribadito che “al bambino non va consolidato il sentimento di onnipotenza! Bisogna saper dire di no e mai affermare che ci si fida ciecamente dei propri figli. Dimentichiamo i castighi, preferendo la capacità di concordare, perché a volte negare la play station diventa una punizione anche per i genitori”.

Tuttavia il divieto di far vedere certe immagini o fare certi giochi, è del tutto lecito. Una prova tangibile è il videogioco GTA Grand Theft Auto), una serie di Videogiochi Action Adventure nei quali il protagonista assiste e si rende complice di conflitti con criminali e gangs rivali. Vince chi uccide, ruba e violenta le donne, incoraggiando modelli e stili di vita negativi. “GTA V” è ufficialmente il terzo videogioco più gettonato di sempre, con i suoi 95 milioni di copie vendute in tutto il mondo e viene utilizzato anche da bambini di quarta/quinta della scuola primaria, ma “queste immagini intrusive influenzano tantissimo gli sbalzi di umore, anche quando si gioca con papà al fianco”.

Allora diventa importante avere il coraggio di stimolare all’alternativa, far nascere nei bambini questo desiderio, per dare loro un’offerta formativa diversa, nel rispetto dei loro ritmi di crescita.

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