Maccagno con Pino e Veddasca | 18 Maggio 2018

Maccagno, Dario Fo e quel legame profondo con Pino

Del tutto casuale il ritrovamento della prova che “certifica” l'appartenenza dell'artista al paesino che si affaccia sul lago Maggiore

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(di Fabio Passera) Si parla spesso del rapporto tra Dario Fo e il territorio luinese, anche a pochi mesi dalla sua scomparsa, avvenuta nell’ottobre 2016 a Milano.

Oggi torniamo sull’argomento perchè è sempre bello rimarcare le radici con la nostra terra di un personaggio tanto famoso e così vogliamo presentarvi una vera e propria chicca, una di quelle che i collezionisti sanno tenersi stretta stretta.

Come spesso accade in questi casi, in modo del tutto casuale, frugando in archivio cercando tutt’altro, è balzata agli occhi la documentazione che oggi vi sveliamo. Per chi è avvezzo alle vicende di un Comune, si tratta di un semplice cartellino anagrafico, il documento cartaceo che fino all’avvento del computer rappresentava l’unica maniera per catalogare tutti i residenti in un Comune e annotarci sopra le variazioni che accompagnavano la vita di una persona.

Ed ecco saltar fuori, ammesso che ce ne fosse l’esigenza, la prova che “certifica” l’appartenza di Dario Fo al Comune di Pino sulla Sponda del Lago Maggiore. Nel frontespizio sono riportati dati noti, quale la data di nascita (24 marzo 1926) e il luogo di nascita (Sangiano, allora ancora in Provincia di Como). Il padre Felice e la madre Giuseppina Rota (che allora venivano registrati come Fò, prima che quell’accento finale sparì per sempre), dichiararono che al momento dell’iscrizione a Pino (era il 1932), il piccolo Dario (che aveva solo sei anni) era uno scolaro.

Di questo si ha evidenza nella sua presenza nella Torre di Pino dove era allora ospitata anche la scuola, oltre che il Municipio. Proprio lì frequentò la prima elementare, come scrisse nel suo celebre racconto La Notte dei Mezarat. Più interessante è il retro del documento, perché certifica in maniera inequivocabile quando la famiglia Fo lasciò il paese di Pino, seguendo le necessità imposte dalla professione del padre, che era ferroviere (Capostazione, per l’esattezza).

Era il 12 ottobre 1934 e, solo due anni dopo il loro arrivo, la famiglia di Dario si trasferì a Voghera, in Provincia di Pavia.

Questa è la storia, piccola o grande che sia, che si legge in “controluce” consultando il documento del tutto inedito che oggi pubblichiamo. Certi di aver contribuito a mettere un tassello definitivo nella splendida avventura che legò per sempre la vita di Dario Fo con Pino sulla Sponda del Lago Maggiore.

(Fonte Notiziario “Insieme”)

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