Maccagno | 16 maggio 2018

Maccagno: Gregorio, il giovane carabiniere che si sacrificò per la libertà

Il sindaco Fabio Passera ricorda la storia del ragazzo, classe 1925, morto a Roburent (CN) sotto i colpi dei tedeschi. E promette: "Più dignità per il suo eroico gesto"

Maccagno: Gregorio, il giovane carabiniere che si sacrificò per la libertà
Tempo medio di lettura: 2 minuti

Tra le numerose storie di Resistenza che rappresentano il passato di lotta e sacrificio del territorio, ne è presente una in particolare che ancora oggi unisce nel ricordo le comunità di due regioni, luoghi in cui si è svolta la vicenda umana del carabiniere Gregorio Pietraperzia.

Due paesi, Maccagno e Roburent, piccolo borgo in provincia di Cuneo, che custodiscono la memoria di un percorso drammatico intrapreso per ottenere la libertà ed opporsi alle oppressioni del regime nazifascista.

Un’esperienza partigiana esemplare, per la quale nel giugno dello scorso anno il Comune sui monti piemontesi ha ottenuto dal Ministero dell’Interno la prestigiosa Medaglia d’oro al merito civile, mentre già alla fine della guerra le sue spoglie vennero riportate sul Lago Maggiore, presso il cimitero di Maccagno superiore.

Qui il sindaco Fabio Passera, come riporta oggi il quotidiano “La Prealpina“, si è riunito insieme ai tecnici comunali per capire in quale modo attribuire maggior risalto al coraggio e ai nobili ideali del giovane militare, partendo proprio dal luogo del suo eterno riposo.

Una storia così e un uomo del genere meritano una tomba che dia ulteriore dignità alla sua persona. Al suo eroico gesto”. Ha affermato Passera tramite le pagine del quotidiano. E per capire l’entità dei valori a cui fa riferimento il primo cittadino è necessario tornare indietro nel tempo, fino al mese di marzo del 1943, quando il carabiniere, classe 1925, figlio di una donna maccagnese già vedova di un soldato caduto durante il primo conflitto mondiale, viene trasferito in provincia di Cuneo come addetto della locale stazione.

Con il precipitare degli eventi che fanno seguito all’8 settembre dello stesso anno, Gregorio Pietraperzia compie la scelta che gli condizionerà l’esistenza. Abbraccia la causa partigiana e diventa in breve tempo un vero punto di riferimento per la gente di Roburent, attiva nelle operazioni clandestine di supporto degli ebrei in fuga dalla follia delle leggi razziali. Pietraperzia diserta, diventa così un ricercato e un traditore, ma non smette di combattere in prima linea per gli ideali di libertà, spinto dall’amore verso la patria, portando avanti la missione del suo gruppo per tutto l’inverno del 1944. La mattina del 17 marzo viene braccato nel sonno dai tedeschi e falciato poco dopo dalle loro mitragliatrici, nel tentativo di facilitare la fuga dei suoi compagni sacrificandosi.

Talvolta abbiamo la storia che ci passa accanto e non la sappiamo riconoscere“, ha sottolineato ancora Passera, promettendo che presto anche Maccagno tornerà ad onorare l’eroico gesto di Pietraperzia e la sua coraggiosa battaglia. Donando al luogo in cui giace una nuova e più degna sistemazione.

"Luinonotizie.it è una testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del tribunale di Varese al n. 5/2017 in data 29/6/2017"
P.IVA: 03433740127