La “Festa degli Alberi”, che da molto tempo appartiene alla tradizione del comune di Maccagno, anno dopo anno, continua a coinvolgere gli oltre 150 bambini e ragazzi dell’Istituto Comprensivo del paese. Nell’edizione dell’anno scorso furono piantati i ciliegi, mentre nel 2016 erano stati ben otto alberi di melo, con l’obiettivo di far capire alle nuove generazioni l’importanza della tutela ambientale. Quest’anno, invece, tra il Museo Civico “Parisi Valle” ed il campo sportivo, sono stati piantati alberi di ulivo.
Una festa, quella degli alberi, che grazie al contribuito degli insegnanti della Scuola Primaria e Secondaria di primo grado e al loro rinnovato affiatamento, è cresciuta con il passare del tempo in termini di intensità e di significati. Fulcro da cui l’iniziativa ha origine è, infatti, la volontà di far apprendere il rispetto per la natura sin dalla più tenera età. La speranza è che questi valori dall’alto profilo etico possano accompagnare i ragazzi sino all’età adulta, nonché mostrarsi come un valido esempio per i cittadini adulti.
“Ieri mattina abbiamo rinnovato la tradizione della ‘Festa degli Alberi’ – spiega il sindaco Fabio Passera -. Complice la Festività dell’Ascensione, oltre a tutti i nostri ragazzi, abbiamo incontrato tantissimi genitori. Con loro le insegnanti, guidati dalla Dirigente Scolastica Raffaela Menditto e i nostri preziosissimi e immancabili partner della Libera Associazione ‘La Campagna’ di Germignaga, persone splendide che dedicano al nostro paese un’attenzione che, aldilà dell’amicizia personale, mi imbarazza. EÈ stata una bellissima giornata. L’ho detto ai ragazzi: perché la Festa degli Alberi? Perché questo è l’unico mondo che abbiamo, e ai ragazzi lo affidiamo. Siate migliori di noi. Credetemi. Non sarà difficile”.
Ad organizzare la giornata, come sempre, il comune di Maccagno con Pino e Veddasca in collaborazione con consigliera delegata ai Servizi Scolastici Ines Antoninetti e grazie alla Libera Associazione “La Campagna” di Germignaga, con Giovanni Corbellini e con Giovanni Morazzoni.
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