A pochi mesi di distanza dall’inizio dei lavori di riqualificazione in piazza Vittorio Veneto, il sindaco di Maccagno con Pino e Veddasca, Fabio Passera, torna sul futuro del Monumento ai Caduti, simbolo del luogo pubblico che custodisce la memoria storica dell’intera comunità.
Lo fa attraverso un post sul suo profilo personale di Facebook, raccontando un interessante retroscena che riguarda proprio il progetto di restauro dell’opera costruita nel primo dopoguerra. Un passaggio di consegne interno alla famiglia di Mario Catenazzi, artigiano maccagnese.
“Quando nel 1976 fu posizionata la statua che ancora oggi campeggia sul Monumento stesso – racconta Passera -, a Mario Catenazzi fu commissionata la realizzazione di cinque pannelli in bassorilievo, che ricordavano diverse vicende delle due grandi guerre del Novecento. Mario era un artista, anche se lui si definiva solo un artigiano. Aveva vissuto in prima persona l’orrore della Seconda Guerra Mondiale, con la deportazione in un campo di prigionia. Era una delle anime della locale sezione dell’Associazione Combattenti e Reduci“.
Una storia che dagli eventi bellici si sposta al presente con un altro e più personale ricordo condiviso dal primo cittadino: “Nel 2004, eletto da pochissime ore Sindaco di Maccagno, Mario venne da me, chiedendomi di diventare il responsabile della sezione. Non ero ancora Sindaco – prosegue Passera -, che già ero Presidente della “Combattenti e Reduci”.
Dal forte legame personale ai dettagli che riguardano il restauro del Monumento ai Caduti, iniziato da alcuni mesi in vista di giugno, quando verrà presentato ai cittadini nella sua nuova veste in occasione del novantesimo anniversario dalla fondazione degli Alpini di Maccagno. “Il progetto prevede il riposizionamento dei cinque pannelli, in un’area più fruibile per chi passerà da quelle parti. Ovviamente – sottolinea il primo cittadino -, era indispensabile un’opera di manutenzione che abbiamo affidato a Marco, figlio di Mario e restauratore di professione.
“Il milite ignoto”, “Il lavoro”, “La solidarietà”, “La pace” e “Pensieri e insegnamento” sono i nomi attribuiti alle sculture, ognuna delle quali rispetterà le dimensioni di 2 x 0,70 metri. “Titoli che abbiamo condiviso con Marco – spiega Passera -, che nel frattempo ha ritrovato i bozzetti originali di quell’opera. Nella foto (allegata in galleria, ndr), si può ammirare uno di questi veri e propri capolavori appena recuperato, proprio sul tavolo da lavoro”.
“Un altro pezzo del nostro passato tornerà a vivere – conclude il sindaco nella sua nota -, all’ombra di quel Monumento che continua a essere il simbolo stesso di questo splendido paese”.
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