Cuveglio | 29 Aprile 2018

Fusione di Cuveglio e Duno, il referendum sarà l’8 luglio. “Progetto comune” è contrario

Nei consigli comunali dei due paesi, tenuti tra venerdì sera e ieri, è stata approvata la data. Ora la palla per l'iter passa al Pirellone, ma la minoranza non ci sta

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Prosegue l’iter politico-burocratico per la fusione dei comuni di Cuveglio e Duno. Se venerdì sera il consiglio comunale del paese guidato da Giorgio Piccolo ha approvato la data del referendum, che avverrà domenica 8 luglio, lo stesso è valso per il piccolo borgo che vede come primo cittadino Francesco Paglia nella giornata di ieri. I cittadini saranno chiamati a decidere se approvare la fusione e quale nome dare al nuovo comune: “Valcuvia” o “Cuveglio Duno“, mentre è stata bocciata dalla commissione competente il nome di “Cuveglio in Valle”.

La palla per proseguire il processo di fusione ora passa a Regione Lombardia che nelle prossime settimane dovrà autorizzare il referendum che potrebbe portare alla fusione. Se da una parte, dopo i numerosi incontri pubblici sul territorio, i sindaci Piccolo e Paglia si dicono soddisfatti, soprattutto per il futuro delle due realtà, che vedrebbero entrare nel bilancio del futuro comune 500mila euro pin più all’anno, dall’altra c’è la minoranza di “Progetto Comune” che, con le consigliere Sara Ginelli e Roberta Tagliati, si dice totalmente contraria alla decisione, dopo l’intervento durante l’assemblea cittadina e l’abbandono dell’aula da parte di Ginelli.

“Prima di tutto le assenze dei consiglieri erano motivate e, in particolar modo, la mia collega Roberta Tagliati doveva esserci ma, per impegni di lavoro, è stata trattenuta ben oltre il previsto – spiega Sara Ginelli -. Detto questo, le assenze non si sono verificate solo da un lato della sala… ma forse questo è stato un bene per la maggioranza stessa. Come gruppo ‘Progetto Comune’ avevamo già preparato una dichiarazione scritta di voto ma, alla lettura della data per il referendum, unilateralmente proposta dalla maggioranza, ho provveduto ad aggiungere tempestivamente una parte a mano. Come ho letto e dichiarato, con estrema convinzione, le mie azioni sarebbero state condivise dalla collega, come ha ovviamente confermato di persona: ho deciso di abbandonare la seduta di consiglio come gesto di estremo disappunto e contrarietà. Ad ogni passaggio, questa amministrazione sta sempre più dimostrando di voler chiudere in fretta questo affare, certo, economicamente vantaggioso, e istituzionalmente corretto. Ottima, però, la scelta da parte del Comune di Duno che saggiamente offre questa possibilità ai propri cittadini, ma qui a Cuveglio, in sottofondo, si sta giocando tutta un’altra partita, ben lontana da quella idea di ‘gettare un seme culturale’. Noi siamo sempre state favorevoli ad una fusione sensata, mirata al benessere politico ed amministrativo del cittadino, ma arrivati a questo punto diciamo chiaramente ai nostri concittadini di andare a votare no! Il referendum è consultivo: il che vuol dire che non necessita di quorum, ‘vince chi ha più punti’. Per questo ribadiamo la nostra posizione: votate no, no a questa amministrazione e ai modi con i quali porta avanti le proprie scelte, anche se purtroppo questo vorrà dire perdere questa occasione per andare a fusione. Ce ne saranno di migliori: ma solo se sapremo lasciar aperta un porta per il futuro e non ritornare ad essere amministrati dai soliti poteri”.

Nel frattempo, però, martedì primo maggio, in occasione della festa dei vent’anni del centro anziani, i promotori del “sì” saranno presenti con un gazebo per spiegare le ragioni della fusione ai cittadini.

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