Milano | 6 Aprile 2018

Milano Marathon, 50 appassionati correranno per aiutare il centro di recupero Gulliver

Il progetto, denominato #RUN4THEFUTURE, ha lo scopo di raccogliere fondi per rinnovare l’arredo delle camere della struttura. Competizione al via domenica 8 aprile

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Saranno 50 gli appassionati corridori che il prossimo 8 aprile parteciperanno – come maratoneti o in staffette – alla Milano Marathon, ciascuno appartenente a diverse aziende operanti nel Varesotto e in Ticino. Ci saranno Anne Sophie e Jerome della Timberland, Matteo e Ernest della Polizia Locale di Varese, Gianluigi di Regione Lombardia, solo per citarne alcuni. Diverse nazionalità e altrettante professioni che si uniranno nella corsa per uno scopo comune, quello di aiutare la raccolta fondi per il Centro Gulliver di Varese, Charity Partner della kermesse sportiva.

Ma andiamo con ordine. Il Charity Program è il progetto di solidarietà e beneficenza creato e sostenuto dalla Milano Marathon, che permette a tutti i runner di correre per un’organizzazione non profit e di aiutarla a raccogliere donazioni. I partecipanti possono scegliere quale organizzazione sostenere tra quelle aderenti, aggiungendo così al piacere della corsa anche quello di fare del bene. Complessivamente, dalla sua nascita nel 2010, il programma ha raccolto oltre 3 milioni di euro e ha visto la partecipazione di quasi 350 organizzazioni non profit. #RUN4THEFUTURE, invece, è il nome del progetto a cui i fondi raccolti attraverso la partecipazione del Centro Gulliver saranno devoluti. “Correremo per i nostri 55 ospiti accolti nelle tre comunità di Bregazzana” ha affermato don Michele Barban, fondatore e presidente del Gulliver.

L’obiettivo è quello di rinnovare l’arredo delle camere della Cascina Redaelli, per creare un luogo dove gli ospiti, oltre a star bene, possano condividere sogni e desideri, insomma, sentirsi a casa. Perché una casa accogliente, sicura e bella fa sentire le persone accompagnate con dignità e rispetto. Creare bellezza anche negli ambienti di cura dimostra quanta dignità ci sia in ogni vita, seppur ferita.

Una “pedagogia della bellezza” che attraversa molti progetti terapeutici e di prevenzione. Anche perché ormai, riferendosi al Gulliver, non si pensa più solo ad un luogo di guarigione e di recupero dalle dipendenze, ma anche a convegni, concerti, spettacoli che vengono organizzati.

“Contrariamente a quanto si pensa – prosegue don Michele – è proprio nel tempo libero che si creano le dipendenze, con le situazioni di noia e di solitudine come terreno fertile per arrivare a farsi del male. Con il nostro lavoro desideriamo non solo curare chi si è ferito, ma anche favorire situazioni di benessere. Ecco così che lo sport e il gioco rivestono un’importanza speciale, sono metafora di vita: bisogna essere esigenti con se stessi e rispettosi delle regole. Giocando si imparano le regole, che poi diventano disciplina. La prima competizione è con se stessi”.

“L’iniziativa della Milano Marathon ci ha coinvolto molto – raccontano gli operatori del Centro Gulliver -. Per noi si sta rivelando davvero una bella occasione di ‘lavoro di rete’ tra profit e non profit, le aziende hanno aderito davvero con entusiasmo”.

Concretamente il progetto #RUN4THEFUTURE è attivo sulla piattaforma di crowdfunding “Rete del Dono”, dove è possibile seguire tutti gli sviluppi dell’iniziativa e contribuire con una propria donazione.

Nato nel 1986, in 32 anni di attività, il Centro Gulliver ha accolto e curato nelle sue strutture, suddivise su 9 comunità residenziali in decine di comuni della regione, oltre 3000 ospiti. Nato dalla volontà di essere un polo di recupero per persone affette da dipendenze e di aiuto alle loro famiglie, oggi il centro si prende cura anche dei malati psichiatrici. L’obiettivo finale è il reinserimento responsabile nella società per offrire una seconda opportunità di vita.

Per qualsiasi ulteriore informazione sulla “Milano Marathon”, cliccare qui.

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