Luino | 21 Febbraio 2018

A Creva residenti disperati, cartelli contro l’abbandono di escrementi dei cani sui marciapiedi

Situazioni di degrado documentate in via Ronchetto, via Bottacchi e via Creva, ma anche in centro, in via XXV Aprile. Si ripresenta per il Comune un fenomeno ben noto

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Facebook con il passare degli anni è diventato un luogo digitale in cui le segnalazioni dei cittadini sono sempre più spesso presenti. Si può infatti dire che avvisi e lamentele per disservizi o situazioni di disagio siano all’ordine del giorno, contribuendo ad una diffusione capillare delle problematiche messe in evidenza. Molto spesso le segnalazioni centrano l’obiettivo di raggiungere gli amministratori, portando i messaggi nelle adeguate sedi, dove vengono individuate soluzioni che migliorano la quotidianità di ogni cittadino.

In questo semplice ma efficace esercizio, si collocano i tanti utenti che denunciano periodicamente la presenza di escrementi canini lungo le strade luinesi, una cattiva abitudine mai del tutto sopita. Se negli scorsi giorni, infatti, era stato un post pubblicato su un gruppo locale del social network a suscitare polemiche tra la comunità luinese, oggi è una signora a raccontarci il disagio che vive quotidianamente uscendo di casa, e che testimonia la situazione deplorevole tra via Ronchetto, via Bottacchi e via Creva.

Si riapre così un capitolo che già in passato, per la città lacustre, è stato al centro di polemiche e discussioni, ma non solo. Per far fronte alla carenza di senso civico, il Comune è stato più volte costretto a passare dalle parole ai fatti, ricorrendo a strumenti messi a disposizione dalla legge per salvaguardare il decoro urbano della città.

Risale ad esempio al 2010 un’ordinanza che in forma di campanello d’allarme ricordava a tutti gli abitanti l’importanza di mantenere in ottimo stato l’igiene dei luoghi pubblici, con un’intera parentesi dedicata proprio agli animali domestici e ai loro bisogni. Un ventaglio di sanzioni, evidentemente insufficiente ad arginare la maleducazione, a cui si è aggiunto qualche anno dopo il divieto di ingresso al Parco a Lago per animali a guinzaglio.

Nell’ottobre 2015 invece veniva approvato il “regolamento comunale per il benessere degli animali e per una migliore convivenza con la collettività umana“. All’articolo 8, puntuale, il riferimento alle funzioni fisiologiche, da soddisfare “nel rispetto delle esigenze di tutela del pubblico decoro”, con il dovere, da parte del proprietario, di custodire i propri animali affinché non “sporchino o danneggino le proprietà pubbliche o private”.

Le multe da 150 a 500 euro per i trasgressori non sono servite in questi anni ad eliminare il problema, e marciapiedi come quello di via XXV Aprile risultano ad oggi ancora affetti dal morbo della noncuranza. E’ così che il tono scelto dai residenti indignati, per certi versi esilarante ma ad ogni modo attinente alla realtà dei fatti, riporta in primo piano una desolante mancanza di buonsenso, che a questo punto ognuno dovrebbe affrontare facendo i conti con sé stesso, alla fine della giornata.

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