Varese | 19 Febbraio 2018

Welfare nelle Pmi, inizia la fase operativa: “Il benessere reale si costruisce con servizi concreti”

Dopo la firma dell’accordo tra Confartigianato Imprese Varese e Ubi Banca, prime adesioni. L’imprenditore: "Investire sui dipendenti è investire su sé stessi"

Tempo medio di lettura: 4 minuti

Entra nella fase operativa la partnership siglata nel dicembre scorso da Confartigianato Imprese Varese e Ubi Banca per favorire la conoscenza e l’applicazione del welfare aziendale nelle novemila Pmi industriali e artigiane che fanno capo all’associazione di viale Milano e alla società di servizi Artser, attiva anche nell’area della Lomellina.

«Il welfare è una scelta imprenditoriale e di benessere reale, prima che fiscale» conferma Mauro Colombo, direttore generale di Confartigianato Varese e amministratore delegato di Artser. In quest’ottica è da intendersi l’adesione alla piattaforma welfare di Ubi Banca dell’associazione, prima operazione di questo genere su scala nazionale.

«Il modello di welfare aziendale studiato e realizzato con Confartigianato Varese – afferma Maria Angela Albertotti, responsabile Area Welfare e Protezione di Ubi Banca –  consente di aprire le porte del welfare anche ai dipendenti di aziende di piccole e medie dimensioni rendendo accessibili soluzioni avanzate di solito riservate ad aziende di più grandi dimensioni. È inoltre un modello che contribuisce ad ampliare notevolmente il concetto di welfare che passa da una dimensione esclusivamente aziendale ad un vero e proprio ecosistema territoriale».

«Sostenere le politiche di welfare aziendale tra le Pmi, in un’ottica di miglioramento reale del benessere del lavoratore e di sostegno indiretto alla qualità e all’efficacia della produttiva aziendale, è fondamentale per intercettare appieno la ripresa, garantire un miglioramento della qualità della vita e assicurare alle imprese il mantenimento delle migliori professionalità» aggiunge Lucia Pala, responsabile del servizio AreaLavoro di Confartigianato Imprese Varese.

«La vicinanza di Ubi Banca alle imprese del territorio – afferma Luca Gotti, responsabile della Macro Area Territoriale di Bergamo e Lombardia Ovest di Ubi Banca – passa anche attraverso l’offerta di una piattaforma innovativa di welfare aziendale. Ubi Banca è stato il primo istituto di credito che ha creduto nel welfare aziendale, pensiamo di contribuire all’innovazione e alla crescita anche delle Pmi artigiane e di supportarle nel migliorare il benessere, oltre che di tutti i dipendenti, della collettività di riferimento».

Simone Pasqualotto, titolare della Setecs Engineering Srl di Mesero – azienda associata a Confartigianato Varese specializzata in applicazioni, lavorati in materiale plastico e composito, e manufatti in plastica – è uno degli imprenditori che ha scelto di definire un piano welfare aziendale.

Il motivo? «Gli obiettivi aziendali più ambiziosi si raggiungono con l’impegno e il coinvolgimento di tutti coloro che vi operano, per ciò ritengo che la combinazione tra premialità e benessere garantita dai piani di welfare sia il giusto riconoscimento per coloro i quali hanno reso possibili i risultati ottenuti sino a oggi». E per pianificare quelli futuri: «Investire su servizi che rispondano ad esigenze familiari, di svago e conciliazione dei tempi di vita e di lavoro dei dipendenti significa investire anche su sé stessi».

Un punto di vista, questo, sempre più diffuso a livello nazionale, come conferma il primo Rapporto di Fondazione Censis sul welfare aziendale in Italia, secondo il quale il trend di adesione ai piani di welfare è in costante crescita. Inoltre, se prestazioni e servizi di welfare aziendale fossero garantite a tutti i lavoratori del settore privato, si genererebbe un giro affari di oltre 21 miliardi di euro, favorendo i consumi e i fornitori dei servizi offerti sulle piattaforme che, nel caso specifico, sono perlopiù a chilometro zero.

«Questi e altri indicatori analoghi ci confortano e confermano la bontà della scelta, che sosterremo con forza – conclude Colombo – La decisione di diventare, noi stessi, collettori dei bisogni e delle risposte delle Pmi, in questo quadro, ritengo sia la testimonianza più concreta e tangibile del valore che, per primi, attribuiamo al welfare aziendale. Welfare che sarà erogato agli stessi dipendenti di Confartigianato Imprese Varese e Artser».

FOCUS: IL WELFARE IN AZIENDA. Il welfare aziendale è l’insieme delle iniziative realizzate da un’azienda per migliorare il benessere e la protezione del lavoratore e delle sua famiglia. È un’opportunità per rispondere a nuovi bisogni dei dipendenti nel campo della salute, della previdenza, dell’istruzione, del tempo libero, della protezione e per meglio conciliare la vita lavorativa con quella familiare. Con la Legge di Stabilità 2016 e la Legge di Bilancio 2017 sono stati introdotti importanti benefici fiscali sia per l’azienda sia per il lavoratore in caso di erogazione di premi di risultato sotto forma di beni e servizi welfare.

IL WELFARE IN AZIENDA: QUALI SERVIZI? I servizi più diffusi nelle aziende italiane sono i buoni spesa e le agevolazioni commerciali (87%) mentre nelle aziende internazionali risultano molto più diffusi i servizi legati alla cultura, svago e tempo libero e al welfare contrattuale (70%). Le maggiori differenze tra la reale diffusione dei servizi offerti e quelli considerati più interessanti riguardano i servizi per i figli dei dipendenti (diffusi nel 28% delle aziende ma ritenuti i più interessanti nel 66% dei casi) e i servizi alla persona e ai familiari (diffusi nel 19% delle aziende ma ritenuti i più interessanti dal 59% degli intervistati). Nelle previsioni di sviluppo delle singole voci del paniere welfare al primo posto c’è la flessibilità di orario e di organizzazione del lavoro con una percentuale del 46.

IL WELFARE IN AZIENDA: LE NORME. Il tetto massimo di reddito da lavoro dipendente che consente l’accesso alla tassazione agevolata (cioè per beneficiare dell’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle relative addizionali pari al 10%) è stato elevato nel 2017 da 50 a 80mila euro. Gli importi dei premi erogabili sono saliti da 2 a 3mila euro nella maggior parte dei casi, e da 2.500 a quattromila per le aziende che coinvolgono i lavoratori nell’organizzazione del lavoro

Vuoi lasciare un commento? | 0

Lascia un commento

"Luinonotizie.it è una testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del tribunale di Varese al n. 5/2017 in data 29/6/2017"
P.IVA: 03433740127