Brissago Valtravaglia | 10 Febbraio 2018

Brissago, dal “Rifugio degli animali felici” un aiuto per salvare le capre di Palmaria

Giancarlo Galli, responsabile della struttura, è pronto ad accogliere alcuni esemplari della specie, a rischio abbattimento sull'isola ligure. La situazione è delicata

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Quella delle capre di Palmaria è una situazione da anni al centro di dibattiti tra amministrazioni locali, per la quale ad oggi, dopo tanto discutere, sembrano essersi delineate due strade: trovare una sistemazione alternativa agli animali o procedere con l’abbattimento. A raccontarlo, nella giornata di ieri, il quotidiano la Prealpina.

Sul territorio, gioiello del Mar Ligure e dell’Arcipelago Spezzino, la specie ha raggiunto un numero troppo elevato per poter essere gestito in sicurezza, e il suo inselvatichimento sta mettendo in serio pericolo la sopravvivenza di uccelli e arbusti, oltre a rappresentare una minaccia per le colture delle poche famiglie che ancora risiedono sull’isola. Da qui deriva la scelta, promossa dal Comune di Porto Venere, borgo poco distante, di procedere con le maniere forti, fatto subito trasformato in notizia e poi ancora in vero e proprio caso per il mondo animalista.

Salvare le capre di Palmaria da un tragico destino è una missione di cui si sta occupando l’Enpa di Genova, ovvero l’ente nazionale per la protezione degli animali, che punta fin da subito sul coinvolgimento di fattorie e privati per assicurare una nuova casa agli esemplari.

Tuttavia il processo è più complicato di quanto si possa immaginare, a causa dello stile di vita di queste capre, diventato un incubo per le peculiarità naturali della zona. In quanto selvatiche, dovranno essere tenute in quarantena per 6 mesi, visitate, marchiate e poi sottoposte a ulteriori esami. Tutto questo, prima di procedere con il trasferimento, i cui costi saranno a carico delle persone, accuratamente selezionate dall’ente, che daranno la loro disponibilità per aderire al piano di salvataggio.

Tra i potenziali volontari un segnale positivo è giunto dall’Alto Varesotto, dove Giancarlo Galli, titolare del “Rifugio degli animali felici” di Brissago Valtravaglia, si è detto disponibile ad accogliere un piccolo gruppo di caprette con i rispettivi piccoli.

Nel frattempo sull’isola sono iniziati i preparativi per localizzare e raccogliere gli esemplari, probabilmente un centinaio in tutto, che verranno avvicinati mediante l’impiego di recinti mobili e radio collari: un’impresa il cui completamento potrebbe richiedere mesi di ricerca e tentativi, dicono dal posto.

Una cosa però è certa: le capre di Palmaria, una volta messe al sicuro, non potranno essere adottate da aziende che prevedono di impiegarle a scopo alimentare.

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