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Germignaga | 7 Febbraio 2018

Gori fa il pienone a Germignaga: “Defiscalizzare aree di confine, puntando su innovazione e formazione”

Il candidato presidente Pd ha spiegato il suo programma davanti a una sala attenta e gremita, le realtà locali si fanno portavoce delle problematiche del territorio

Germignaga, Gori fa il pienone: “Defiscalizzare aree di confine, puntando su innovazione e formazione”
Tempo medio di lettura: 4 minuti

Una colonia elioterapica delle grandi occasioni quella che ieri sera ha ospitato l’incontro con il candidato Governatore di Regione Lombardia Giorgio Gori, che ha spiegato ai duecento presenti circa il proprio programma, ascoltando i problemi del territorio evidenziati dal sindaco di Maccagno con Pino e Veddasca, Fabio Passera, dall’imprenditore Giovanni Locatelli (Ratti di Cassano Valcuvia, ndr) e da Consuelo Farese dell’associazione “Rughe” di Gavirate.

Ma a fare gli onori di casa è stato il primo cittadino di Germignaga, Marco Fazio, che ha dato il benvenuto ai partecipanti affrontando sin da subito i temi portanti di tutto l’Alto Varesotto: la sanità, la salute, AlpTransit, il lavoro e la sicurezza. “Il nostro è un territorio difficile a livello geografico, ma l’obiettivo a cui dobbiamo puntare è quello di garantire un futuro ai nostri giovani partendo da qui. Credo che la buona politica non debba avere il naso lungo, ma solo delle orecchie grandi. Questo è l’auspicio che faccio a Gori, che ci ascolterà anche nei prossimi anni quando tornerà qua da presidente”.

A prendere la parola è così il protagonista della serata, che, dopo aver fatto il giro del nord della provincia nella giornata di ieri, ha parlato subito della sua esperienza, prima in Mediaset e poi come imprenditore, fino al 2011, raccontando la volontà di scendere in politica, diventando nel 2014 sindaco di Bergamo. “Mi sono sempre ritenuto una persona fortunata, e per questo ho deciso di mettermi in gioco, in un momento di grande difficoltà per tutto il paese. L’ho voluto fare partendo, come tanti miei colleghi presenti qui in sala, da un comune, provando a diventare sindaco”.

Gori ha cominciato a sciorinare tutti i temi caldi della campagna elettorale, partendo dalla Lombardia e dai cittadini lombardi, vere e proprie motrici che rendono funzionante tutta la regione, “non è merito di chi ci ha governato. Abbiamo 800mila imprese, quasi una ogni dieci persone, migliaia associazioni ed un volontariato di grande valore. Un tessuto sociale sul quale bisogna lavorare e sostenere. Gli indicatori rispetto ad altre regioni d’Europa parlando in una regione ancora ferma, con numerosi giovani disoccupati e ben il 20% di loro che non studia e non lavora. Ovviamente le medie sono quelle più alte in Italia, ma il divario tra ricchi e poveri è molto marcato. Non capisco da dove Maroni vedeva la Silicon Valley, forse dal 39esimo piano di Regione Lombardia. Sono tante le zone ancora da sviluppare, questa come quelle delle valli bergamasche”.

Un punto fondamentale di critica nei confronti del presidente Maroni e del suo operato riguarda la sanità: “Sono tanti i segnali di non efficienza, ed è stato dimostrato in queste ultime settimane con la gestione dell’influenza nei pronto soccorso, con file infinite ovunque. Se la sanità ospedaliera, nonostante qualche problema di personale, è buona non si può dire che la riforma sanitaria abbia avuto gli effetti sperati sul territorio. Bisogna intervenire concretamente, partendo dalla formazione e agevolando le borse di studio nei confronti dei medici di base. Dobbiamo renderli protagonisti, cercando realmente di alleggerire il lavoro degli ospedali”. Anche i malati cronici, 3,5 milioni in totale con diversi livelli di criticità, sono un argomento che Gori non ha paura ad affrontare, provando a delineare un progetto che vede una gestione del sistema attraverso una rete di attori, esperti del settore, coinvolgendo solo in parte gli ospedali.

Gori è un fiume in piena e non si ferma a parlare solo dei temi caldi, ma anche di Milano, trasporti, agricoltura, imprese, innovazione e lavoro, senza dimenticare qualche paragone politica con il centrodestra. “La nostra crescita deve evidenziare anche un aumento di inclusiva solidarietà, sostenendo le persone disagiate. Le differenze di valori tra noi e loro è abissale. Questa è un’attenzione che ci contraddistingue nella maniera più assoluta dalla destra. Manca l’ascensore sociale, dobbiamo permettere a tutti di avere le stesse possibilità, nonostante le differenze di reddito. E’ necessaria una maggiore giustizia sociale, puntando alla crescita e allo sviluppo”.

E’ anche l’inquinamento ad essere un cavallo di battaglia di Gori, che evidenzia come la Lombardia sia una tra le regioni più inquinate d’Europa, insieme ad alcune zone della Polonia e della Terra dei Fuochi. Interesse anche per le aziende e per la produzione, cercando di incentivare le trasformazioni tecnologie all’interno di ogni singola realtà, per aumentare la competitività dei privati italiani all’estero.

Un accenno anche alla formazione scolastica, ai trasporti, soprattutto in relazione alla sicurezza e a quello che è avvenuto nelle scorse settimane a Pioltello, con la volontà di chiedere maggior tutela per i cittadini, per poi lasciare spazio agli amministratori locali, ma non prima di esprimere un giudizio sulle parole del competitor Attilio Fontana sull’immigrazione: “Vi invito a non credere a chi dice che caccerà 600mila immigrati via dall’Italia. Ci potrebbe spiegare come lo farà? Li butterà in mare? Qua bisogna parlare senza slogan, evitando la demagogia, con il solo obiettivo di muovere la pancia agli elettori. Noi vogliamo i rimpatri assistiti, come avviene in tanti altri paesi europei, nella legalità. Per chi invece vuole lavorare, seguire le nostre regole e integrarsi siamo ben disposti ad accettarli, dando loro una possibilità. Basta fomentare la paura dei cittadini”.

Se il sindaco Passera ha affrontato le problematiche relative ai piccoli comuni, criticando duramente la mancanza di interesse da parte di Regione Lombardia ad incentivare le fusioni, e chiedendo a Gori un cambio di rotta, dall’altra è stato l’imprenditore della Ratti di Cassano Valcuvia, Giovanni Locatelli, a tracciare il quadro economico desolante del nord della Provincia, parlando della propria azienda come una delle poche del territorio a riuscire nell’intento di vendere prodotti di qualità e a lavorare per i prossimi anni. Consuelo Farese, invece, ha presentato l’attività dell’associazione “Rughe” di Gavirate, che si occupa di offrire cure e servizi alle persone affette da alzheimer, parlando anche delle problematiche evidenziate sul territorio.

A chiudere l’incontro è stato proprio Gori che, davanti ad una platea interessata, ha voluto dare qualche indicazione relativa alle difficoltà emerse, ribadendo sulla sanità quanto affermato in precedenza, con un maggior intervento sul territorio, mentre ha promesso una particolare attenzione ai temi delle fusioni e dei piccoli comuni, senza dimenticare AlpTransit, “che rivoluzionerà le sorti della vostra quotidianità”. Ma è a Locatelli che Gori lancia l’unica soluzione per risollevare l’economia industriale del nord della provincia e lo farà provando a trovare sponda sia in Regione Lombardia, sia in Parlamento, per defiscalizzare le imprese e le retribuzioni dei dipendenti. “Solo in questo modo, e non andando a parlare con quelli che dicono ‘Prima gli svizzeri’ in Ticino, non rendendosi conto che sono la loro copia in Italia, dove dicono ‘Prima gli italiani’, beh, solo così riusciremo a dare un futuro a questo territorio. Sono convinto che se sarò eletto, Regione Lombardia farà la sua parte.

Gli incontri sul territorio regionale, nel suo fitto programma della “gori100tappe”, dureranno fino al 4 marzo, giorno in cui vi sarà il verdetto delle urne. Il territorio luinese ha risposto in modo egregio: non solo amministratori locali e militanti, infatti, ma anche tante persone della cosiddetta “Luino da bere”, imprenditori e cittadini comuni. Un po’ carente, invece, la presenza di under 30.

In ogni caso è anche da qui (zona a trazione Lega e centrodestra, ndr), che, forse, Gori potrà giocarsi la sua partita.

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Una replica a “Gori fa il pienone a Germignaga: “Defiscalizzare aree di confine, puntando su innovazione e formazione””

  1. piero ha detto:

    eee certo vierano tante persone a sentire sto tipo,GERMIGNAGA è stata sempre un paesello di comunisti

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