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Luino | 3 Febbraio 2018

Teatro Sociale, Luino rende omaggio alla vedova del partigiano Ernesto davanti agli studenti

Grandi applausi per "Giusto tra le nazioni", prima consegnata la medaglia della Liberazione alla famiglia. Pellicini: "Ricordare sempre chi si ribella alle ingiustizie"

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Due ore molto intense quelle vissute in mattinata al Teatro Sociale di Luino, luogo di incontro e riflessione per un folto gruppo di studenti delle scuole medie superiori, testimone di un prezioso scambio generazionale organizzato a una settimana di distanza dalla Giornata della Memoria.

Gli alunni hanno assistito alla pièce “Giusto tra le nazioni“, presentata dalla compagnia Duse di Besozzo, per la regia di Silvia Sartorio, conclusasi con un lungo e caloroso applauso: legittimo riconoscimento per una iniziativa perfettamente riuscita. Prima dello spettacolo, dedicato alla vicenda umana di Calogero Marrone, funzionario varesino che durante la guerra mise in salvo centinaia di ebrei e antifascisti, fornendo loro documenti falsi per l’espatrio, la città ha reso omaggio a Ernesto Luini, consegnando alla vedova del partigiano e ai suoi familiari la medaglia della Liberazione, concessa dal Ministero della Difesa.

Ad introdurre l’attribuzione del prestigioso riconoscimento, firmato dal ministro Pinotti, il presidente della sezione luinese dell’Anpi, Emilio Rossi: “Questo momento assume un’importanza profonda grazie all’accostamento con la Giornata della Memoria, e proprio per ricordare, consegniamo la medaglia della Liberazione alla vedova di Ernesto, al figlio e al nipote, non avendo potuto affidarla direttamente a lui“.

Il professor Giovanni Petrotta ha successivamente rievocato per i ragazzi presenti la storia di Ernesto, scomparso a 91 anni lo scorso mese di ottobre, toccando con alcuni cenni biografici i punti più significativi della sua esperienza, soffermandosi sul dramma della persecuzione e sulla coraggiosa battaglia combattuta contro il regime, tra le fila della Polizia luinese: “Da antifascista collaborò clandestinamente con i partigiani – ha sottolineato Petrotta -, mettendo al sicuro centinaia di ebrei e moltissimi amici, rendendosi inoltre protagonista di numerosi arresti tra cui quello eccellente della spia che indicò ai tedeschi come raggiungere il San Martino“.

A definire un interessante collegamento temporale tra le vicende del passato e la società di oggi, il zindaco di Luino, Andrea Pellicini: “Non voglio utilizzare parole retoriche, spesso al servizio di queste ricorrenze, ma non dobbiamo correre il rischio di limitarci soltanto a quello che è stato. Oggi – ha affermato il primo cittadino -, gli ebrei scappano ancora da contesti di discriminazione e di aggressioni quotidiane, come accade ad esempio in Francia. I valori di questi incontri esaltano il coraggio di sapersi ribellare nei momenti in cui tutti la pensano in modo contrario. Le persone che in ogni epoca hanno saputo reagire alle ingiustizie – ha concluso Pellicini -, vanno sempre celebrate“.

Al termine della rappresentazione, che ha visto alternarsi sul palco attori e giovani allievi della compagnia di Besozzo, l’assessore Piermarcello Castelli ha offerto al pubblico un’ultima toccante riflessione: “Ragazzi, siete fortunati, perché alla mia età i libri di storia portavano gli studenti fino alla Prima Guerra Mondiale. Quando ho scoperto tutto quello che è avvenuto – ha ricordato l’assessore -, chiesi a mio padre perché non se ne parlava. La nostra coscienza era così colpita che nessuno voleva affrontare il discorso. Oggi la ferita è ancora aperta e dobbiamo assicurarci che certe cose non si ripetano. Ecco perché queste occasioni servono a crescere per costruire un futuro migliore“.

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