Luino | 28 Gennaio 2018

La Corea del Nord e la geopolitica asiatica al Teatro Sociale. Grande l’interesse dei liceali luinesi

Il professor Eva: "Speriamo che il terzo erede della dinastia Kim smetta di minacciare il mondo e si occupi di rendere più facile la vita al suo popolo"

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(Eco del Varesotto) Matinèe all’insegna della storia, di quella attuale, puntualmente richiesta da un gruppo di studenti liceali che vogliono “saperne di più”. Così lunedì 22 gennaio scorso al Teatro Sociale, le classi del liceo Sereni si sono trovate coinvolte in un’affascinate lezione di storia, non del tipo proposto sui classici testi ma su quella che viviamo ogni giorno, perché entra nelle nostre case attraverso i telegiornali, i social e la stampa: questa storia sarà forse scritta tra qualche decennio.

A dare vita a questa iniziativa è stata la dirigenza del liceo con il pieno consenso dell’associazione “Amici del Liceo”, rappresentata in sala dal dott. Alessandro Franzetti. A trattare il tema dal titolo assai attuale, anzi direi drammaticamente attuale, il professor Fabrizio Eva laureato in lettere moderne presso l’Università degli Studi di Milano. La sua esperienza didattica si è svolta come docente di Geografia Economica e Geografia Turistica nonché di cultura generale e di lettere presso varie scuole e istituti. Svolge la sua attività universitaria come professore di Geografia Politica ed Economica presso il Corso di laurea in Mediazione Linguistica e culturale e sull’economica dell’Asia Orientale, indirizzi Giappone e Cina, all’Università Ca’ Foscari di Venezia.

Tornando all’argomento proposto dal titolo “La Corea del Nord nel contesto geopolitico asiatico e orientale”, esso si prestava in particolar modo a considerazioni di ogni tipo e il professor Fabrizio Eva l’ha trattato da par suo: si è trattata di una vera e propria lectio magistralis svolta davanti ad un numeroso e attento uditorio di studenti che non ha perso una battuta della sua chiara e accattivante nonché documentatissima esposizione. Il professore ha analizzato il problema del Nord Corea da quattro punti di vista relativi ai massimi attori politici interessati: la Corea del Nord, la Corea del Sud, la Cina e gli USA.

L’illustrazione è stata assai coinvolgente perché si è avvalsa di numerose diapositive e filmati che hanno fatto comprendere come quel paese, tanto lontano da noi, agisca ancora nelle sue migliori tradizioni secolari che vogliono che il potere sia perpetuato di padre in figlio e di dinastia in dinastia. Attualmente è quella dei Kim che governa la Corea del Nord e che agisce unicamente con il fine di terrorizzare le nazioni vicine per evitare di essere attaccata, vincere l’estrema povertà dei suoi ceti contadini, allontanare le basi americane che hanno sede nel sud della penisola e evitare le continue esercitazioni di guerra tra le truppe del sud Corea e le truppe americane.

Gli USA mirano alla denuclearizzazione della zona mentre la Cina non vuole ulteriori fastidi e intralci per il suo sviluppo economico futuro. In questo grande magma incandescente si muovono i grossi interessi dell’approvvigionamento delle fonti d’energia, la sicurezza delle vie di trasporto ed il coinvolgimento delle nazioni occidentali interessate. Oggi qualche segno positivo è comparso all’orizzonte e guarda caso, proprio nel campo dello sport e della partecipazione alle competizioni olimpiche prossime venture.

Sarà come nell’antica Grecia? Dove tutti i conflitti cessavano per lasciare il posto alle competizioni sportive? Tutti ce lo auguriamo perché siamo stanchi di vedere sui nostri teleschermi le sagome di minacciosi missili che vanno a terminare la loro corsa nei mari vicino alla penisola coreana.

“Speriamo – ha concluso il professor Eva – che il terzo erede della dinastia Kim, dal nome quasi impronunciabile, smetta di minacciare il mondo e si occupi di rendere più facile la vita al suo popolo”.

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