(Omar Valentini) Sorride ancora il Verbano, e lo fa con gusto: il successo di ieri sera porta a tre la serie di risultati positivi per la squadra di Gianluca Tina, che espugna Origgio dopo una partita al cardiopalmo risolta all’ultimo possesso. Un segnale chiaro e forte, se ancora ce ne fosse bisogno, della voglia di lottare che distingue questa squadra, che anche ieri si trova più volte a inseguire i padroni di casa, ma non molla fino alla sirena e viene premiata dopo quaranta minuti di fuoco.
I luinesi si presentano alla trasferta senza Manfrè (oltre a Peruzzi e Scalise, finalmente prossimi al rientro) ma con la batteria lunghi al completo. La fisicità degli avversari, che all’andata ha messo in crisi Caniato e compagni soprattutto sotto i tabelloni, richiede infatti chili e centimetri e centimetri in abbondanza, e per questo motivo il Verbano si ritrova a schierare spesso quintetti atipici, con Vitella e Hernandez a giostrare da finti esterni.
L’avvio sembra promettere bene: Viganò trascina da subito i compagni allo 0-9, che costringe il coach di casa a chiamare un immediato timeout. Origgio inizia a prendere le misure, e grazie alla precisione dall’arco di Gorni (17 punti) ricuce in prossimità della prima sirena (19-21 al 10’). L’energia del Verbano inizia a calare alla distanza: troppe le incertezze difensive che concedono canestri facili agli avversari, e contemporaneamente un piccolo problema fisico rimediato da Caniato contribuisce a diminuire l’efficacia offensiva dei bianco blu, che mettono a segno la miseria di 11 punti nel secondo parziale e si ritrovano alla pausa lunga sotto nel risultato e anche nel morale: 38-32 al 20’ e squadre negli spogliatoi.
I dieci minuti di riposo si rivelano provvidenziali: il Verbano rientra sul parquet con la medesima carica di inizio partita, e in poco più di un minuto Viganò ed Hernandez riportano il match in equilibrio (40-39 al 22’). Ma proprio sul più bello, l’ennesimo fischio dubbio del primo arbitro Spedicato costa il quarto fallo personale allo stesso Viganò. Un accenno di protesta basta per ravvisare un fallo tecnico: quinto fallo ed esclusione dal terreno di gioco. I luinesi riescono però a resistere all’impatto emotivo e proseguono sulla propria strada: difesa allungata e agonismo per contrastare l’atletismo dei padroni di casa. L’incontro prosegue con un tira e molla a suon di parziali, da una e dall’altra parte: il Verbano sembra poter allungare (54-56 al 30’), ma proprio sul più bello torna la nebbia nella metà campo offensiva, e l’Airoldi riprende il controllo delle danze, dando l’impressione di averne di più per portarsi a casa i due punti.
Hernandez però è incontenibile: carica di falli i lunghi avversari, cattura rimbalzi, spinge le transizioni e si prodiga in difesa su Dragicevic e Bettini, e resta sempre freddo dalla lunetta (11/14 dalla linea della carità). Sono lui e Caniato gli artefici principali della straordinaria rimonta degli ultimi minuti: dal 69-64 del 38’, i luinesi recuperano punto dopo punto, e sorpassano con una penetrazione di Valentini che riconsegna la leadership provvisoria (71-72 a 30’’ dalla fine). Origgio trova però il controsorpasso dalla lunetta, e al Verbano restano 15 secondi per ribaltare nuovamente la situazione: Caniato prende palla e gestisce in autonomia il possesso, supera il difensore e appoggia al tabellone il pallone che vale il 73-74. Nei due secondi restanti, Origgio non trova il canestro, e per il Verbano il referto è ancora una volta rosa, una bella abitudine che si vorrebbe non perdere più.
Pallacanestro Airoldi Origgio – Basket Verbano 73-74 (19-21, 38-32, 54-56)
Airoldi Origgio: Borroni 1, Secchi 4, Prati, Dragicevic 12, Gorni 17, Ferrian, Bettini 6, Bonetti 4, Turdò 11, Eriforio 4, Giannosso 12. Allenatore: Gian Pietro Arzuffi.
Basket Verbano: Viganò 15, Valentini 2, Melli 2, Ferlin 2, Caniato 8, Sangiovanni S. 4, Hernandez 27, Vitella 4, Pigato 6, Sangiovanni A. 3. Allenatore: Gianluca Tina.
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