Ticino | 3 gennaio 2018

L’Alto Varesotto si conferma “corridoio” per gli stupefacenti, in aumento eroina e cocaina

Ad essere registrato in parallelo l'incremento di strumenti legislativi tra Italia e Svizzera, finalizzati alla realizzazione di indagini condivise

La Lombardia con i numerosi valichi incustoditi siti tra Varesotto e Comasco si conferma importante crocevia per il passaggio di droga in Ticino. A riportarlo negli scorsi giorni il quotidiano “La Prealpina” che, come già precedentemente annunciato dal bilancio di fine anno, sottolinea come le cifre riguardanti il traffico di sostanze stupefacenti di varia tipologia restano decisamente alte.

A darne conferma, non più di tre mesi fa, il sequestro avvenuto da parte delle Guardie di Confine di 15 kg di circa droga (9 di hashish e 5 di eroina). Numerosi anche i sequestri registrati nel corso del 2017, ed in particolare la scorsa primavera, a seguito delle indagini dei Carabinieri della compagnia di Luino che hanno permesso di tracciare un “passaggio” avvenuto tra il Ticino e la Campania: ad essere sequestrati nel luinese furono una pistola mitragliatrice, un revolver e munizioni che sarebbero parse di origine Svizzera: un’operazione che ha soddisfatto ed al contempo inquietato non poco gli inquirenti d’oltre confine.

Trend in salita anche per quanto riguarda il traffico di cocaina, triplicato nel 2017. Una tendenza, questa, tutt’altro che casuale, come ha spiegato alla RSI il comandante delle Guardie di Confine Mauro Antonini. A conferma di tale tendenza, infatti, è sufficiente pensare al fermo di un 40enne, avvenuto al valico di Ponte Tresa qualche giorno fa: l’uomo trasportava 50 grammi di cocaina. Tale fenomeno non pare però muoversi a senso unico, perchè moltissimi sequestri delle forze dell’ordine ticinesi sono stati, infatti, effettuati a ridosso della linea di confine del Varesotto.

A rientrare nel bilancio di fine anno ticinese anche altri due fenomeni: quello riguardante la “Canapa Light” e quello della falsificazione dei documenti. Per quanto riguarda il primo ad essere registrati dalla Polizia Cantonale sono sono lievi cali sia delle richieste riguardanti la coltivazione che la vendita, oltre che un ottimo risultato proveniente dai controlli effettuati che confermano l’assenza di piante oltre la soglia dell’ 1% di THC. Anche il fenomeno della contraffazione di documenti, parrebbe, pur non esistendo ancora statistiche precise, in calo: 400 sarebbero i documenti falsi in meno rispetto all’anno precedente.

La frontiera ticinese si conferma dunque come uno dei punti di passaggio di traffici illeciti. Insieme alle statistiche che tracciano il bilancio di fine anno, però, ad essere sensibilmente aumentati sono anche i controlli effettuati a qualche centinaio di metri delle zone di accesso al Ticino da parte delle forze di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza attivi nel luinese. Fondamentale, infine, per l’anno appena iniziato l’aumento degli strumenti legislativi tra Italia e Svizzera finalizzati alla realizzazione di indagini condivise.

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