Come da tradizione, si sono svolte stamane a Cuveglio le celebrazioni in ricordo dei caduti della Battaglia del San Martino. L’evento si è svolto alla presenza del sindaco di Cuveglio Giorgio Piccolo, del presidente della Provincia di Varese Gunnar Vincenzi, del Prefetto Giorgio Zanzi, dell’eurodeputata Lara Comi, di molti amministratori del territorio e di numerose autorità locali.
“Oggi – ha spiegato a margine della commemorazione il presidente Raffaele Cattaneo -, 74 anni dopo ricordiamo la Battaglia del San Martino, uno dei primi esempi di lotta partigiana, un episodio di grande significato morale e ideale che deve essere di monito per noi e per le future generazioni. Desidero portare la mia testimonianza a queste celebrazioni in ricordo di uomini che hanno combattuto e si sono sacrificati per l’Italia libera. A loro dobbiamo la nostra riconoscenza perché combattendo hanno restituito dignità e speranza nel futuro ad un paese in ginocchio, mortificato dalla fame e dalla guerra”.
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E’ Giovanni Petrotta che scrive.
Alla 74° Commemorazione della Battaglia del San Martino (novembre 1943, primo scontro nel nostro territorio tra Partigiani e nazifascisti), oltre ad una folta delegazione dell’Anpi di Luino guidata dal Presidente Prof. Emilio Rossi, a una rappresentanza della Camera del Lavoro di Luino, erano presenti, del Comune di Luino, presente ufficialmente con guardia municipale e Gonfalone, i consiglieri d’opposizione Taldone e Petrotta ed gli assessori PierMarcello Castelli e Caterina Franzetti.
Mi chiedo: si può interpretare la presenza del dott. Taldone e dei due assessori della giunta luinese Pellicini alla manifestazione come un chiaro segno della loro contrarietà all’intitolazione di un luogo pubblico a Luino a Giorgio Almirante, già razzista e fucilatore di Partigiani?
Colgo l’occasione per riconfermare, come democratico antifascista, la mia totale contrarietà a intitolare un via di Luino a Giorgio Almirante.