Legalità, senso civico e arte sono i tre elementi che caratterizzano il laboratorio sulla legalità, che dal 2010 ha coinvolto oltre 4 mila studenti ed è legato al “Progetto Giovani Pensatori” del Centro Internazionale Insubrico “Cattaneo” e “Preti” dell’Università degli Studi dell’Insubria, diretto dal professor Minazzi.
Saranno presentati nella mattinata di venerdì 17 novembre, nell’aula magna dell’università, sita in via Ravasi, i risultati del progetto dello scorso anno dal titolo “Legalità come prassi: dall’art engagement al civic engagement”, che ha visto come protagonisti 170 alunni dei licei “Sereni” di Luino e “Manzoni” e “Ferraris” di Varese.
“Legalità come prassi” è un progetto a cura della Commissione Legalità del “Progetto Giovani Pensatori”, coordinata da Stefania Barile, in cui convergono l’educazione alla legalità e l’esperienza di alternanza scuola-lavoro e nasce a seguito di un percorso di ricerca per la sensibilizzazione dei giovani al problema della legalità avviato sette anni fa. Lo scopo è quello di offrire una formazione civica teorica e pratica ai giovani delle scuole secondarie superiori. L’obiettivo specifico è quello della promozione della legalità attraverso l’arte, non solo studiandone la storia o leggendone un’opera, ma anche comprendendo il valore estetico e civile dell’opera stessa attraverso l’ideazione di modalità di tutela “attiva” del patrimonio culturale, quale bene comune.
Il progetto 2016-2017 – che ha visto come capofila il Liceo “Sereni” diretto dalla professoressa Maria Luisa Patrizi – si è articolato in due percorsi formativi suddivisi in tre fasi (giuridica, storico-filosofica e operativo-videoludica). La prima, condotta dalla dott. Tiziana Zanetti, ha avvicinato gli studenti al diritto dell’arte e dei beni culturali; la seconda, guidata dalla dott. Elisabetta Scolozzi, li ha introdotti nella ricerca storico-filosofica con approfondimenti mirati alla valorizzazione della testimonianza artistica, quale sintesi estetica ed etica della cultura di un popolo; e la terza, articolata dai dott. Debora Ferrari e Luca Traini con la collaborazione di game designers, di esperti delle nuove tecnologie della comunicazione e dei direttori di sei musei del territorio provinciale, ha consentito ai giovani di realizzare un sito C4Legality (Conoscere Capire Conservare Comunicare i Beni Culturali con le nuove tecnologie per la Legalità), corredato da una serie di immagini e di testi pubblicati a seguito delle attività svolte nelle diverse sedi museali.
Il secondo percorso, che è stato quello seguito dal Liceo “Ferraris” di Varese, si è concentrato sulla gestione dei beni confiscati alla mafia ed ha impegnato gli studenti in una formazione teorica, con il magistrato Adriano Patti, il commercialista Dante Benzi e l’imprenditore di Castelvetrano e presidente dell’Associazione antiracket “LiberoFuturo” Nicola Clemenza, e in un’attività pratica presso la Libera Masseria di Cisliano, bene confiscato alla ‘ndrangheta del clan Valle.
Per l’anno scolastico in corso, al civic-lab del progetto sono già iscritti 900 studenti di 14 istituti superiori distribuiti nei diversi percorsi progettuali, nati anche con la collaborazione di altre agenzie del territorio come il Museo Archeologico di Sesto Calende, il Museo Bodini di Gemonio, il Museo Castiglioni di Varese, il Museo Civico Castello di Masnago, il MIDeC di Laveno, il Museo Parisi Valle di Maccagno, le ACLI provinciali e l’Associazione Culturale Laura Prati di Cardano al Campo.
(Foto © Centro Internazionale Insubrico “Carlo Cattaneo” e “Giulio Preti”)
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