Luino | 25 ottobre 2017

Il luinese M5S Cipriano: “Ancora pochi giorni, basta scuse. La RSA di Agra deve essere salvata”

La nota del pentastellato pone l'accento sulla situazione nell'Alto Varesotto, con riferimenti anche alla Italtrasfo, alla IMF, alla Masci e al rilancio turistico

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La futura chiusura di Italtrasfo, il caso della RSA, che salvo improbabili scossoni vedrà gli ospiti e il personale abbandonare la struttura nei prossimi giorni, il fallimento della IMF l’anno scorso e quello della Ascanio Masci, hanno tracciato un solco nella crisi che sta colpendo tutto il territorio luinese.

In questo contesto, così, è l’attivista luinese del Movimento 5 Stelle, Gianfranco Cipriano, ad affrontare la situazione, puntando il dito sulle scelte politiche rispetto al “non futuro” della casa di riposo di Agra.

Ecco il comunicato stampa arrivato in redazione, che partendo dal caso della struttura del piccolo paesino dell’Alto Varesotto, analizza soggettivamente quello che sta avvenendo in questi giorni.

“Una vera follia. Ne ho letti di interventi politici in questi giorni, ma mi pare siano tutti incredibilmente fuori bersaglio – esordisce Gianfranco Cipriano -. Chiusa la IMF, chiude Italtrasfo e chiude Masci. Ora che facciamo? Quando? Abbiamo una RSA ad Agra con 50 dipendenti e 60 anziani che stanno per essere messi alla porta. Dopo cosa pensiamo di fare? Regione Lombardia amministra 18,3 miliardi di euro nostri per la Sanità e fa i capricci per contrattualizzare la miglior struttura per anziani sul territorio facendola così chiudere? Chi prendiamo in giro? Nessuno dice nulla, nessuno alza la voce, nessuno grida a quello che personalmente reputo uno scandalo”.

“Gallera dà la colpa all’imprenditore che sapeva e ai fondi che non ci sono? Qualcuno ci crede?”, si chiede Cipriano. “L’imprenditore, di comprovata e rinomata esperienza nel settore, è diventato un pazzo che investe i suoi denari sapendo di riaprire una RSA consapevole di non avere le caratteristiche per essere contrattualizzata? Lo stesso inizierebbe poi una vicenda giudiziaria durata due anni, fino al TAR, sapendo di perdere per sopraggiunta motivazione di Regione addotta, all’ultimo minuto? Quanto ci costerà tutto questo in termini di comunità, indotto, ammortizzatori sociali, in termini di vite umane, di sofferenza? Cosa faremo adesso? Secondo il mio parere, chi ha il portafoglio con i nostri soldi sta facendo ben poco per tenere aperta la struttura, tra le sterili polemiche di tanti. La RSA è una realtà solida ed efficiente. Per quale ragione la politica, allora, ha voltato le spalle all’imprenditore? Credo che la soluzione si potrebbe risolvere domani mattina, se solo Regione lo volesse!”.

“Caro assessore Gallera – spiega ancora il pentastellato luinese -, del perché non me ne importa nulla, ve la vedrete con la proprietà, ma quella struttura, perfettamente efficiente con un personale meritevole, non va chiusa. Avete pochi giorni per adottare un provvedimento urgente, ma dovete stabilire che questa realtà venga contrattualizzata esattamente come le altre sul territorio, perché è un diritto di noi cittadini e della struttura stessa che, a parte un cavillo, che sappiamo essere quantomeno discutibile, ne è meritevole”.

Ma tutti mi pare si siano arresi. Questo mi fa terribilmente amareggiare – continua Cipriano -. Le istituzioni locali cercano un dialogo con le sorde orecchie verdi e neanche ci pensano a mettersi duramente di traverso per gridare all’incoscienza della politica. Non perdiamo però d’occhio quello che si può e si deve fare ora. Agra non va chiusa. Paradossalmente nel 1999 Regione finanziò con un ingente quantità di denaro la costruzione della RSA di Agra alla Cooperativa Sant’Anna di Pastorelli, che poi chiuse miseramente. Ora perché il funzionamento della struttura non interessa più a Regione? Non è più strategica? Chi risponde per quei fondi persi?”.

Totalmente diverse le motivazioni per la chiusura di Italtrasfo, legate da una glaciale strategia di business. Cos’è successo alla Italtrasfo da quando è stata rilevata da ABB? Com’è possibile che una multinazionale come ABB, quotata in borsa, con competenze e tecnologie all’avanguardia, strategie di sviluppo continuo, supermanager con master, esperienze e curriculum di tutto rispetto, abbia deciso di lasciare a casa tutti i dipendenti della Italtrasfo di Germignaga? Con quale coraggio? Perché ABB ha comprato Italtrasfo? Per chiuderla? Sarebbe questa la responsabilità sociale con cui tanto si riempiono la bocca al nostro interno ed all’esterno? Di fronte ad un simile ‘piano’ o volontà proprio poco si può fare se non accompagnare i dipendenti nel ricollocamento, magari nell’ABB stessa”.

Altra storia per la Masci. Come riportato dall’amministratore, ha ceduto a causa di problemi di debiti e di richieste di pagamenti da parte dell’Agenzia delle Entrate. Quindi nulla accomuna questi due casi se non il fatto che è sempre più duro trovare il ricollocamento del personale in un mercato sempre più logorato. Tradotto, prima di saper fare bene il tuo lavoro devi capire come amministrare tra leggi, obblighi, tasse, banche, burocrazia e colossi multinazionali”.

“In questo quadro, però, non mi sento di risparmiare critiche ad un’incapace azione di rilancio turistico del territorio a più livelli, che continuano a credere in iniziative individuali anzichè di ampia visione per la promozione del territorio circostante, facendo rete tra comuni, organizzando manifestazioni e rassegne culturale. La realizzazione di AlpTransit affrontata inizialmente con approssimazione rischia di minare uno sviluppo economico al territorio. E’ indispensabile – conclude Cipriano – rivedere questa vocazione, come volano per il nostro futuro. Il turismo è indubbiamente l’attività che dovrà trainare tutta l’economia locale, tramite il suo indotto. Non ultimo, non mi stancherò di evidenziare che questo nullaosta alle aperture di supermarket full time indebolisce le microaziende del territorio”.

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