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Luino | 15 Ottobre 2017

Premio Chiara alla Carriera, Valerio Massimo Manfredi ammalia il Teatro Sociale di Luino

Leggerezza, ironia e cultura: questi gli ingredienti del viaggio nel passato che il noto scrittore ha regalato al pubblico durante la consegna del premio

Premio Chiara alla Carriera, Valerio Massimo Manfredi ammalia il Teatro Sociale di Luino
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Un pomeriggio dal grande valore storico-culturale quello che gli oltre duecento partecipanti hanno voluto trascorrere oggi al Teatro Sociale di Luino, grazie al conferimento del Premio Chiara alla Carriera al noto scrittore Valerio Massimo Manfredi. Ad introdurre è stata Claudia Donadoni, che ha lasciato poi spazio all’intervista del giornalista Luca Corvi, il quale ha condotto Manfredi a raccontare la storia di una vita, gli aneddoti, le sue esperienze e, soprattutto, il suo amore ed interesse per la storia, la ricerca e la narrazione.

Una volta rotto il ghiaccio, Corvi ha accompagnato l’autore nel raccontare tutta la sua carriera, non tralasciando storie quotidiane, simpatiche e leggere che hanno fatto divertire il pubblico. Ad affascinare, però, sono l’aspetto culturale e le scelte editoriali fatte in oltre trent’anni di attività letteraria, partendo proprio dagli esordi e dal primo libro, “Lo Scudo di Talos”. “Lavoravo in un’azienda di cartotecnica, che vendeva solo libri senza il diritto d’autore, stampavano solo quelli. Ad un certo punto la signora Viscardi, oggi Panebianco, mi ha proposto di scrivere un libro per una collana originale e allora mi sono cimentato nel mio primo libro. Così è nato ‘Lo Scudo di Talos'”.

Interessanti non solo la scelta stilistica del linguaggio da parte di Manfredi che muta in base al pubblico che ha davanti, tra accademici, persone colte o giovani, ma anche l’uso delle fonti ed i riferimenti alla professoressa “Marta Sordi, la più abile interprete di fonti antiche che mi ha insegnato tanto”, commenta Manfredi. Ma è l’ironia a rendere leggera un’intervista che porta tutti i presenti ad ascoltare in rigoroso silenzio le storie che Manfredi narra, con alcune divagazioni filosofiche molto originali, ad esempio quella relativa alla “verità come concetto astratto”, che lo porta a citare grandi autori del passato, poeti e storici del calibro di Tucidide, Omero, Virgilio e Dante “che non hanno eguali in tutta la letteratura universale”.

Non solo il passato, ma anche l’amore per la narrazione contemporanea o recente, come dimostra il libro “Otel Bruni”, che parla della sua terra, della sua vita, della guerra e della sua famiglia. “Basta dire che Maria Bruni, la protagonista femminile del libro è mia nonna. Ricordo le sue storie raccontate in dialetto, mi entusiasmavano”.

A metà incontro piacevole anche il video che ha condotto il pubblico nel cuore e nella vita di Valerio Massimo Manfredi, che ha raccontato i suoi luoghi, la sua famiglia e anche quanto sia stato importante per lui insegnare in numerose università di fama mondiale. Se la moto è una passione, la storia, invece, è diventata un vero e proprio interesse cresciuto con il tempo e con la maturità, senza dimenticare il racconto dell’incontro avuto con Fidel Castro che lo ha tenuto sveglio fino alle 8 di mattina, con il comandante “che si è concesso solo una piccola pennichella intorno alle 2. Svegliatosi, ha fatto un giro del tavolo, mi ha guardato e mi ha detto: ‘Bene, adesso possiamo continuare'”.

Al rientro in sala, Manfredi racconta quanto sia grande il suo amore per Dante. “Mi ha regalato tutto, se penso ad alcuni suoi versi mi viene da piangere anche ora”. Prima della consegna del Premio Chiara alla Carriera, però, Manfredi racconta anche del suo rapporto con il personaggio di “Ulisse” e dà al pubblico qualche anticipazione sul nuovo libro che uscirà nei prossimi mesi.

Insomma, una grande “capacità magnetica di trasmettere storie”, quella di Manfredi che è riuscito a catalizzare su di sé, con grande semplicità, l’attenzione del pubblico.

A salire sul palco con lui per la consegna del Premio, il sindaco di Luino, Andrea Pellicini, che ha dimostrato di essere conoscitore degli scritti di Manfredi con alcuni riferimenti sul lago Maggiore presenti in diversi libri, e il vicesindaco di Varese, Daniele Zanzi, che ha ringraziato gli “Amici di Piero Chiara” per l’attività culturale svolta in queste diciannove edizioni del Premio e per quanto sia importante la rete creata con il susseguirsi degli anni. “Questo premio è diventato uno degli appuntamenti clou di tutto il territorio della provincia”.

A consegnare il riconoscimento, come da tradizione, la direttrice artistica ed organizzatrice del “Premio Chiara”, Bambi Lazzati, ed il presidente dell’associazione “Amici di Piero Chiara”, Romano Oldrini, che ha letto la motivazione del conferimento del premio: “Appassionato studioso e ricercatore del mondo antico ne ha saputo ricostruire in maniera affascinante geografie, eventi e personaggi nei suoi romanzi e nei suoi racconti. A una precisa rappresentazione storica ha da sempre unito un’incredibile talento narrativo capace di dare forma epica e poetica alle fonti storiche rielaborate. I miti greci e latini, le vicende sociali e politiche di città come Roma, Sparta e Atene, le biografie di personaggi come Alessandro Magno hanno permesso a Manfredi di costruire saghe in cui è difficile distinguere la fantasia dalla realtà”.

Il Premio Chiara alla Carriera viene conferito annualmente ad una personalità della letteratura e della cultura di prima grandezza, che si sia particolarmente distinta per aver mantenuto nel suo lavoro un forte legame con il proprio territorio. Negli anni è stato assegnato a Giuseppe Pontiggia, Giovanni Pozzi, Claudio Magris, Luigi Meneghello, Giorgio Orelli, Raffaele La Capria, Mario Rigoni Stern, Alberto Arbasino, Luigi Malerba, Dante Isella, Carlo Fruttero, Andrea Camilleri, Franca Valeri, Paolo Villaggio, Ermanno Olmi, Luis Sepúlveda, Daniel Pennac e, l’anno scorso, a Lina Wertmüller.

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