Luino | 7 Settembre 2017

“500 euro di debiti per bollette di gas e luce. Morosi nonostante abbia pagato”

Una signora denuncia il fatto che ha coinvolto le Poste Private di Luino. I rappresentanti legali stanno cercando di risolvere la situazione e rimborsare i clienti

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Il caso delle Poste Private di Luino, lo scorso 17 agosto, aveva suscitato grande clamore nel paese lacustre. Dopo una serie di querele arrivate agli agenti della Polizia di Stato del Settore Polizia di Frontiera di Luino, le indagini successive avevano portato alla denuncia dei legali rappresentanti dell’agenzia per appropriazione indebita.

Diversi i cittadini che avevano lamentato il mancato riconoscimento, da parte degli enti fornitori di servizi, dei pagamenti delle utenze effettuati attraverso il canale alternativo dei servizi. Da una stima effettuata dagli inquirenti, la somma degli importi dei bollettini non versata ai fornitori ammonterebbe a decine di migliaia di euro.

A poco meno di un mese da allora, però, a scrivere alla nostra redazione è una lettrice disperata, ed il motivo deriva proprio da quanto avvenuto negli scorsi mesi. “Sono tante le persone nelle mie stesse condizioni. Ci siamo ritrovati a dover ripagare due volte la stessa bolletta, perchè in caso contrario la aziende fornitrici ci avrebbero fatto rimanere senza luce e gas. Negli scorsi giorni ho scoperto di avere 500 euro di debiti. Tra poco mi piomberanno il contatore della luce e del gas, e non ho la più pallida idea di cosa fare”.

Stando a quando appurato dagli accertamenti, l’agenzia, infatti, incassava i soldi ed anziché procedere al pagamento degli enti fornitori, attraverso gli appositi pos collegati con le agenzie di riscossioni, utilizzava illecitamente le somme per altri scopi, apponendo sui bollettini un timbro di avvenuto pagamento creato “ad hoc”.

“Da tempo ci siamo mossi per porre rimedio a questa delicata situazione – spiega uno dei rappresentanti legali -, cercando di rimborsare tutti i clienti che hanno subito questi disagi. Allo stesso tempo, però, abbiamo segnalato agli organi competenti di essere anche noi vittime di una terza persona”.

Quello che abbiamo raccontato oggi è solo uno dei tanti casi emersi dalle indagini che ora stanno facendo il loro corso. Le carte, infatti, sono sulle scrivanie degli uffici del Tribunale di Varese, al vaglio della magistratura.

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