Società | 29 Agosto 2017

Stupri, carnefici sempre più italiani e meno stranieri

E' stata un'estate segnata dalle violenze sulle donne e per questa ragione Chiara Moretti (AdnKronos) ha spiegato i dati forniti dal Ministero dell'Interno

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Sull’onda delle polemiche, nate dopo quella di Rimini commessa su una 26enne da un ‘branco’ di quattro persone davanti al fidanzato e poi replicata in strada su una trans, ma anche quella di Jesolo su una 17enne, l’attenzione mediatica si focalizza sempre più sugli stranieri.

Dai dati aggiornati, forniti all’Adnkronos dal ministero dell’Interno risulta, però, che sono in aumento le violenze sessuali che sarebbero state commesse dagli italiani, mentre diminuiscono quelle che vedono responsabili gli stranieri. Chiaramente sul totale degli stupri il numero maggiore in valore assoluto è quello degli italiani (ma su una popolazione maschile più grande).

Come si legge su un articolo a firma di Chiara Moretti, le segnalazioni, riferite ai nostri connazionali denunciati o arrestati per delitti commessi nel nostro Paese, sono 1534 nei primi sette mesi di quest’anno contro i 1474 dello stesso periodo del 2016. Mentre le violenze che vedono sotto accusa gli stranieri sono in leggero calo, anche se in percentuale molto più alta, considerando la popolazione: 904 da gennaio a luglio di quest’anno contro le 909 dello stesso periodo dell’anno scorso.

Dagli ultimi dati risulta, comunque, che il numero complessivo delle violenze sessuali dall’inizio di quest’anno a luglio è diminuito. Nel periodo compreso tra gennaio e luglio 2017 sono state 2333, contro le 2345 denunciate nello stesso periodo dell’anno scorso.

Non sono mancati casi “sia da parte di italiani che di stranieri”, dice all’Adnkronos la presidente di Telefono Rosa, Maria Gabriella Carnieri Moscatelli, “per questo più che fare una differenza di cittadinanza direi che il problema è che sta passando un messaggio tremendo di impunità, perché gli stupri in Italia sono all’ordine del giorno“. Anche la vicenda del “post su Facebook del mediatore culturale, che ha scritto ‘lo stupro alla donna piace’, è pesantissimo”, conclude la presidente di Telefono Rosa, chiedendosi con amarezza: “Ma come viene scelta certa gente?”.

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